lunedì 10 ottobre 2016

GRANDI VINI AROMATIZZATI

Serata interessante, intensa e originale quella organizzata da Onav Milano il 6 ottobre 2016, sia per le otto gradevolissime degustazioni di vini rari e speciali, sia per le storie aneddotiche e le curiosità sul passato e sulla storia di questi vini, veri tesori della produzione del nostro paese, illustrati da Vito Intini.
I vini aromatizzati si creano con alcol e prodotti aromatizzanti, per una base enoica del 75% e un titolo alcolometrico compreso tra i 14,5° e i 22°, con alcol etilico solo di origine vinicola e la loro produzione nacque, in passato, dall’esigenza di conservare i vini e di rendere più gradevoli quelli mediocri con l’aggiunta di erbe e spezie che, si riteneva, avessero anche proprietà medicali, antisettiche e antibatteriche.
Se il vino era considerato un medicamento fin dal tempo dei Greci e già Galeno, nel II sec. D.C. ne raccomandava il valore terapeutico, fu soprattutto dal Medioevo in poi che speziali e vinattieri divennero in grado di preparare vini speziati, ognuno con la propria formula segreta.
Lo testimonia la bellissima storia inedita del Rabarmasino, creato da una ricetta della Farmacia Regia Masino, una delle più antiche di Torino, fondata da Giambattista, lo speziale di corte di Carlo Alberto di Savoia. Creato con vino siciliano cui si aggiungevano zucchero, alcol ed infusi ottenuti da radici di genziana, assenzio, boldo e rabarbaro cinese, il Rabarmasino era considerato un vero e proprio medicinale dei re e dei nobili, antiinfiammatorio, digestivo, lassativo e vitaminico, nonché disinfettante per lacerazioni e ferite. Questo infuso di erbe, che ancor oggi si vende in farmacia, si presenta con un bellissimo color ambrato e, al naso, richiama il rabarbaro e la genziana, il cuoio e il legno secco. Buonissimo in bocca, morbido e rotondo.
Interessante, poi la storia dell’Ippocrasso che la tradizione vuole sia stato inventato da Ippocrate nel V secolo A.C. ma riprodotto nel Medioevo e, oggi, prodotto in Basilicata: vino molto speziato e un tempo ricercatissimo sia perché l’alto costo delle spezie che permetteva al nobile di ostentare la propria ricchezza anche a tavola, sia perchè i medici medievali erano convinti che le spezie rendessero più digeribili le vivande. Questo digestivo medievale, creato con artemisia, miele, cannella, zenzero e cardamomo, offre un naso ricco e un po’ agrodolce, con sentori di spezie, miele e pepe; in bocca è curioso, piccante e marcato, intenso e molto speziato.
Narrata, poi, la storia del Vermut nato a Torino nel 1786 da Antonio Benedetto Carpano, che rappresentò per molto tempo il 25% di export italiano e che ebbe successo in seguito alla guerra tra Francia e Inghilterra, quando vennero bloccate le importazioni di vino francese sull’isola e quando, di conseguenza, gli inglesi ricercarono vini liquorosi portoghesi ed italiani. Si tratta di un infuso di assenzio o artemisia, unita ad altre erbe medicinali come luppolo, camomilla, garofano, cardamomo, sambuco e zafferano ecc, fatte macerare nel vino, secondo quantità e ricette storiche che, spesso non sono state tramandate. L’assenzio è una pianta che cresce in modo libero che contiene il Tujone, un terpene che può creare danni se consumato in grandi quantità. Il primo Vermut in degustazione è Falset di Canelli, che offre un naso aromatico, balsamico, con sentori di rabarbaro e legno; il secondo, il Vermuth del Professore, risulta più ampio, di grande complessità olfattiva, con sentori di legno, rabarbaro, genziana, chinotto, tabacco e con una dolce nota di vaniglia.
In Italia esiste anche la tradizione di vini creati con la frutta messa a macerare con alcol e zucchero o miele, prodotti tipici del centro e sud dell’Italia, vini fatti in casa, vini dell’accoglienza. Nel Mandorvin, creato in Sicilia, sull’Etna, c’è la fermentazione di mandorle amare nel vino e il risultato è un prodotto che ha in Sicilia diffusione ampia, viene servito freddo come aperitivo o come vino da dessert in abbinamento con la cassata o con la frutta martorana. Color ambra dorato, naso gradevole, alla mandorla, con vena dolce, equilibrato, pieno ed intenso in bocca.
Il Ratafià appartiene, invece, alla cultura e alla tradizione franco-piemontese ed è un vero e proprio liquore di 27°alcolometrici, creato con amarene macerate nel vino rosso di Montepulciano. Rosso violaceo, strordinario e intenso al naso con aromi di liquirizia, rabarbaro e legno, in bocca gradevole ed elegante, amalgamato ed armonico, da abbinare al gelato, o al semifreddo. Ambrato al colore, al naso offre sentori di mobile antico, legno secco, china, rabarbaro e genziana. Buonissimo in bocca, rotondo, morbido e armonico.
Un fiore all’occhiello dell’Azienda rappresenta, ancora oggi, il Barolo Chinato di Cappellano, creato a Serralunga d’Alba alla fine dell’Ottocento nella farmacia del dott. Teobaldo Cappellano e indicato, in origine come ricostituente per bambini e medicamento contro il raffreddore. Creato con una ricetta segreta a base di china calissaia, rabarbaro e cardamomo, risulta di straordinaria finezza ed eleganza al naso, intenso, armonico ed quilibrato in bocca.

VINI IN DEGUSTAZIONE:

1) Mandorvin, antico vino di Sicilia aromatizzato alle mandorle

2) Ratafià Praesidium

3) Vermut Falset

4) Vermut del Professore Vaniglia Distillerie Quaglia

5) Rabarmasino della Farmacia Regia di Torino

6) Barolo Chinato di Teobaldo Cappellano

7) Polvere di Ippocrasso vino medievale.


venerdì 17 giugno 2016

VINI & VITIGNI: I GRANDI BIANCHI DI SLOVENIA

VINI & VITIGNI: I GRANDI BIANCHI DI SLOVENIA: Un’occasione unica per scoprire una delle nazioni produttrici di grandi Bianchi è stata quella del Banco di assaggio dei Bianchi di Slovenia...

I GRANDI BIANCHI DI SLOVENIA

Un’occasione unica per scoprire una delle nazioni produttrici di grandi Bianchi è stata quella del Banco di assaggio dei Bianchi di Slovenia, organizzato da Onav Milano, allo Starhotel Ritz, il 15 giugno 2016 con la presenza anche il Console Generale della Repubblica di Slovenia, Gregor Suc.
Certamente durante la serata è stato palpabile l’entusiasmo, causato soprattutto dalla partecipazione di tanti giovani produttori, desiderosi di proporre al pubblico i loro prodotti e di farli degustare.
In degustazione solo vini bianchi prodotti nelle tre regioni viticole del Paese:
PRIMORSKA (Litoranea), la zona confinante con l’Italia dove viticoltura risente dell’influsso del mare e delle Alpi che si suddivide a sua volta in quattro zone: Goriška Brda (Collio sloveno), Vipavska Dolina (Valle del Vipaca o Vipacco), Kras (Carso sloveno) e Koper (Capodistria).
PODRAVJE, a ridosso di Ungheria e Austria, è l’area attraversata dal fiume Drava e presenta vini con caratteristiche simili a quelli austriaci per struttura, cultivar e vinificazione.
POSAVJE, territorio confinante con la Croazia, dove si producono i famosi LEDENO WINES, gli Ice Wine sloveni.
Tra i vini bianchi, in Slovenia, molti sono quelli creati con i vitigni internazionali e, come ci racconta il giovane produttore dell’Azienda Guerila ( nome che vuol dire rivoluzione) questo è soprattutto un retaggio del periodo del comunismo, quando si producevano i vini per le masse, solo con vitigni internazionali, in particolare con lo Chardonnay, in grandi quantità e destinati alle cantine sociali e si verificava una grande omologazione tra i vini. I vitigni autoctoni, che erano stati espiantati per ordine superiore, sono stati riscoperti e rivalutati solo alla fine del comunismo, anche prendendo spunto dal vicino Collio e ora le aziende sono fiere di vinificarli e proporli come una peculiarità e ricchezza della loro terra.
Se la Rebula ( la nostra Ribolla) è il vitigno più diffuso, si stanno espandendo anche Zelen, Pinela, Sipon e Vitovska.
“Zelen e Pinela sono il nostro orgoglio personale” afferma il giovane produttore Guerila “ e pensare che erano già conosciuti, nell’Ottocento, alla Corte imperiale viennese come vini per le feste”
La Rebula viene proposta dall’Azienda Erzetic, una delle più importanti realtà vinicole slovene e la produttrice è una giovane ragazza molto preparata: ci fa degustare Rebula in purezza, di colore giallo paglierino con alcuni riflessi dorati, sottile e delicato al naso ma con netti sentori di frutta gialla matura, mele e delicata nota speziata di chiodi di garofano. Ma il loro cavallo di battaglia è certamente la Rebula affinata in anfora, secondo un metodo ancestrale che nasce nella parte orientale del mediterraneo in periodi antichissimi e, proprio per rispettare l’antica tradizione vengono utilizzate solo anfore in terra cotta georgiana.
Tramite questo sistema di vinificazione si ha la possibilità di degustare vini originali, i famosi vini aranciati, con colori che tendono all’ambra, con profumi di confetture e miele, caratteristiche dovute sia alla surmaturazione che a questa antichissima tecnica di affinamento che permette al vino di comunicare con il terreno.
L’Azienda Scurek di Dobrovo nel Collio ci propone in degustazione Rebula e Stara Brajda, nome che significa vigna vecchia e che è una interessante cuvèe creata con l’uvaggio di molti diversi vitigni. Il produttore ci racconta che l’Azienda è arrivata alla quinta generazione, alleva viti su 25 ettari ed è completamente a conduzione familiare.
L’Azienda Mavretic propone la sua versione di Pinela ma, soprattutto, ci stupisce con un raro Icewine, 2011, di Sauvignon bianco in purezza, di eccellente annata.
Al naso raffinata miscela di frutta, miele, uva passa e albicocche secche, in bocca acido e fresco, setoso e robusto; un vino ricco e pieno, morbido ed armonioso.
L’Azienda Stoka presenta come suo vino più importante la Vitoska Grganja 2014, prodotta da vitigno molto antico e, un tempo, molto diffuso nel Carso.

In degustazione i vini delle seguenti Aziende:

Bjana
Goriska Brda
Edi Simcic
Piro
Movia
Valter Sirk
Scurek
Marjan Simcic
Erzetic
Zanut
Kristiancic
Lisjak Wine Art
Guerila
Stokeli
Burja
Sutor
Korenika & Moskon
Vinakoper
Stoka
Kobal Vina
Pra Vino
Dveri Pax
Ducal
Joannes Protner
P&F Wineries
Sturm
Mavretic
Marof





domenica 22 maggio 2016

AFFASCINANTI GRUNER VERTLINER DELLA WACHAU


Profumati, freschi, sapidi, fruttati o speziati, i Grüner Veltliner della Wachau rappresentano un vero fiore all’occhiello delle vitivinicoltura d’Austria.
La terra di provenienza, nei dintorni di Vienna, è costituita da circa una quarantina di chilometri di rocce, terrazze a vigneto e villaggi caratteristici che si alternano lungo il corso sinuoso del Danubio ed è stata dichiarata nel Duemila dall’Unesco Patrimonio mondiale dell’umanità.
Tale zona è da tempo identificata come la patria del vitigno Grüner Veltliner, che, in questo terroir, si esprime in vini di grande classe ed è un vitigno molto antico, le cui prime citazioni risalgono al XVI secolo. Qui si coltiva anche il Riesling che, benchè meno diffuso, trova espressioni che lo rendono in grado di competere con i famosi vini della Mosella.
Il clima è continentale in generale, tipico della zona del Danubio, ma con presenza di venti caldi provenienti spesso dalle steppe dell’Est: fattore che concorre a creare, nell’arco di pochi chilometri, una notevole varietà di microclimi, tutti con notevole escursione termica tra giorno e notte.
Il terreno è costituito essenzialmente da roccia primaria sulle terrazze e suoli sabbiosi sui versanti, dove la coltivazione della vite arriva fino a 450 m s.l.m. Qui la viticoltura ha origini antiche, come dimostrano le terrazze e i muretti a secco scolpiti e creati dall’uomo molto tempo fa, pare ai tempi dell’insediamento dei primi monasteri nel nono secolo d.c. Anche il nome Wachau sembra risalire a una fattoria di proprietà di monaci bavaresi, citata nell’830.
Nel 1156 l’area di confine bavarese fu trasformata nel principato d’Austria e nel 1285 Leuthold II divenne “Oberster Schenk in Östrreich”, che oggi sarebbe il più alto sommellier della nazione.
Questo secolo fu il primo periodo di grande viticoltura, quando i monasteri bavaresi ottennero terreni e vigne nella Wachau, dove furono realizzati vigneti, soprattutto su quelli in pendenza. Le viti coltivate sulle terrazze sono, ancora oggi, le principali artefici della qualità dei vini della zona.
Dal 1250, il nome “Thal Wachau” fu usato durante oltre sei secoli per designare l’area intorno ai villaggi di Weissenkirchen, Wösendorf, Joching e St. Michael fino al 1850, quando la legge austriaca sul vino approvò i confini cresciuti naturalmente nel corso di molti secoli, includendo i villaggi Dürnstein, Mautern, Gergern, Rossatz, Weissenkirchen e Spitz in un’unica singola regione.
Attualmente, a tutela di una produzione tanto tipica e importante è stata creata La Vinea Wachau, un’associazione di viticoltori della zona fondata nel 1983. I suoi principi fondamentali sono l’obbligo di lavorazione di uve provenienti esclusivamente dalla Wachau e l’impegno senza compromessi a difendere la qualità, la tradizione e la purezza. Per la Vinea Wachau il vino deve essere un prodotto completamente naturale, che porta in sé la piena espressione e le peculiarità della sua zona di provenienza. Il Codex Wachau e i marchi registrati Steinfeder, Federspiel e Smaragd sono sinonimo di produzione naturale, origine protetta e controlli rigorosi. La Vinea Wachau ha operato una classificazione interna dei vini secchi di qualità unica in Europa, che divide i vini in base al contenuto di alcool.
Steinfeder classifica i più leggeri tra i vini di qualità della Wachau, con una gradazione alcolica di massimo 11,5% e con una struttura fragrante con tipiche note fruttate. Il nome deriva dalla Steinfedergras, un’erba che cresce in prossimità delle viti sulle terrazze della Wachau.
Federspiel è una classificazione che comprende i vini con una gradazione alcolica tra 11,5% e 12,5%. Si tratta solitamente di vini secchi classici con una maggiore complessità ed aromaticità e con un carattere più marcato.
Smaragd identifica i vini migliori e più preziosi dei vignaioli della Wachau, con una gradazione alcolica minima di 12,5% creati con uve perfettamente mature e con un’alta concentrazione naturale di sostanze negli acini che permettono la produzione di vini eccellenti. Il nome deriva dalla lucertola color verde smeraldo (smaragd =smeraldo) che trova un habitat ideale nei vigneti della Wachau. Nelle belle giornate, essa si espone al sole accanto alle viti, diventando il simbolo di vini dalla perfetta maturazione fisiologica.
salvaguardare la qualità, la tradizione e la purezza dei loro prodotti.

La rassegna dei banchi d’assaggio, organizzate da Onav, in collaborazione con Vinea Wachau, che ha fatto recentemente tappa in due importanti città italiane, Milano e Genova, ha proposto in degustazione i Grüner Veltliner delle seguenti cantine:

1) Domane Wachau, Grüner Veltliner Steinfeder 2015
2) Florian Wachau, Grüner Veltliner Steinfeder 2015
3) Leo Alzinger, Grüner Veltliner Federspiel 2015
4) Domane Wachau, Grüner Veltliner Federspiel 15
5) Heinz Sigl, Grüner Veltliner Federspiel 2015
6) Emmerich Knoll, Grüner Veltliner Federspiel 2015
7) Fritz Hutter, Grüner Veltliner Federspiel 2015
8) Anton Heiderer, Grüner Veltliner Federspiel 2015
9) Andreas Gattinger, Grüner Veltliner Federspiel 15
10) Franz Hick, Grüner Veltliner Federspiel 2015
11) Johann Donabaum, Grüner Veltliner Federspiel 15
12) Josef Jamek, Grüner Veltliner Federspiel 2015
13) Johann Schawarz, Grüner Veltliner Federspiel 14
14) Andreas Eder, Grüner Veltliner Federspiel 2013
15) Franz Hick, Grüner Veltliner Smaragd 2015
16) Pichler Krutzler, Grüner Veltliner 2014
17) FGritsch, Grüner Veltliner Smaragd 2013
18) A.Lehensteiner, Grüner Veltliner Smaragd 2013
19) A. Eder, Grüner Veltliner Smaragd 2013
20) Rudi Pichler, Grüner Veltliner Smaragd 2013
21) Heinz Sigl, Grüner Veltliner Smaragd 2011
22) Andreas Eder, Grüner Veltliner Smaragd 2011
23) ) Heinz Sigl, Grüner Veltliner Smaragd 2010










domenica 28 febbraio 2016

VINI & VITIGNI: MERAVIGLIOSO RIESLING DELLA MOSELLA

VINI & VITIGNI: MERAVIGLIOSO RIESLING DELLA MOSELLA: I Riesling della Mosella dell’Azienda Raimond Prumm Esiste una sintonia particolare tra il terroir della zona della Mosella e il suo vitign...

MERAVIGLIOSO RIESLING DELLA MOSELLA

I Riesling della Mosella dell’Azienda Raimond Prumm

Esiste una sintonia particolare tra il terroir della zona della Mosella e il suo vitigno principe, il Riesling.
La Valle della Mosella, uno degli affluenti principali del Reno, in Germania, si estende da Coblenza a Treviri e si snoda tranquilla e adagiata sul fiume, con piccole colline rocciose coltivate a vigneto da tempo immemorabile.
L’importanza di questa area era già stata rilevata dai Romani e, in seguito, apprezzata da Carlo Magno, quando, in epoca medievale, i vini prodotti in questa regione fluviale, dal clima mite e arioso, gareggiavano già per importanza con quelli borgognoni.
L’area vitivinicola di Treviri, in particolare, è da sempre caratterizzata da una situazione pedoclimatica straordinaria per altitudine, ottima esposizione, ricchezza di luce e per la presenza di una brezza fresca e costante che permette all’uva di maturare lentamente e arrivare al suo apice nei mesi di ottobre e novembre, pronta per una vendemmia tardiva.
Fondamentale qui è la natura del terroir che, strappato dal fiume alla roccia e modulato in ampie anse nel corso dei secoli, ha creato un paesaggio con caratteristiche assolutamente uniche per la sua composizione vulcanica e per la ricchezza di ardesia stratificata in scisti asfaltate che sono gli elementi fondamentali per la produzione di un Riesling ricco di profumi e sapori minerali tali da renderlo unico al mondo e in grado di mantenere, anche a maturazione raggiunta, un livello di acidità elevato che ne permette un lungo invecchiamento.
Il terroir di queste terre ha tratto origine da fondo marino compattato e caratterizzato da grandi masse laviche portate in superficie in maniera verticale, creando colline dai 350 ai 150 metri dal terroir diverso a causa della miscela di lava ed altri minerali presenti nella zona quali ferro, rame e idrocarburi che si mescolano all’ardesia e mutano la miscela geologica del terroir stesso. Cambia, quindi, anche la tipologia dei vini che si producono: l’ardesia blu, ricca di rame, produce vini di struttura e ricchi di fragranza, le ardesie nere e grigie con contenuti metallici e calcarei creano vini dai sentori raffinati ed eleganti, le ardesie rosse, di grande sostanza ferrosa, danno vita a vini speziati con grande ricchezza aromatica.
Se si aggiunge che le ardesie, in questo clima freddo, accumulano il calore del giorno e lo restituiscono ai vitigni e che un grande strato nebbioso nei pressi del fiume spesso si stende su tutta la zona ed è l’artefice della presenza della Botrytis, si capisce come in questa zona, proprio grazie al terroir ed alla presenza del fiume, le condizioni siano praticamente uniche e irripetibili atte a creare una delle aree vinicole più vocate del mondo.
Qui il Riesling, vitigno di alta acidità e dalla maturazione lenta e tardiva può godere dell’escursione termica e produrre vini con un ph molto basso e un buon tenore glicerino, adattandosi perfettamente a queste non facili condizioni climatiche.
Il vitigno Riesling è al 60% il più coltivato, ma qui si alleva anche il Pinot Bianco.
In questi terreni non ha mai attecchito la filossera e le viti sono ancora oggi franche di piede. Le rese sono basse e la mineralità di questi vini è molto netta. La resa per ettaro è, in media, di 25 quintali.
L’Azienda Prum fu fondata nel 1911 e, da allora, ha portato il prestigio della sua produzione a livelli internazionali. I suoi vigneti, per la maggior parte a piede franco sono tutti in posizioni eccezionali nella Mosella centrale.
Il nome Prüm è sinonimo di produzione di vino di altissima qualità in Mosella da numerose generazioni. La famiglia coltiva vigneti nella regione già dal 1156.
Raimund Prüm alias " Prüm il rosso" ha ereditato i vigneti nel 1971 e da allora ha modernizzato la cantina e sviluppato i vigneti che si trovano nella Mosella centrale e ricoprono circa 13 ettari.
Grande serata, all’insegna del tutto esaurito, quella di martedì 23 febbraio 2016, organizzata da Onav Milano per la degustazione dei famosi Riesling della Mosella prodotti da Raimond Prum e presentati da Vito Intini e dallo stesso produttore.
In degustazione:
Bernkasteler Graben, Riesling Kabinett trocken 1994
2) Vision Riesling Troken Mosel 2001
3) Bernkasteler Lay “Grand Ley” Riesling GG trocken 2012
4) Wehlener Sonnenuhr “Devon” Riesling GG trocken 2012
5) Wehlener Sonnenuhr “Alte Reben” Riesling GG trocken 2004
6) Wehlener Sonnenuhr “Alte Reben” Riesling GG trocken 2012
7) Graacher Dompropst Riesling Auslese Fass 7 2003
8) Ürziger Würzgarten Riesling Auslese 2006
Terza serata italiana per Raimond Prum che, dopo Genova e Bergamo, ha affascinato il pubblico milanese.
Si inizia con un Bernkasteler Graben, Riesling Kabinett trocken 1994, dal colore dorato, con naso molto intenso e minerale e, data l’annata, con qualche sentore di idrocarburo; si tratta di un vino semplice che è maturato in fusti di legno e riposa sui lieviti per molti mesi e che si manifesta in bocca con un impatto secco e gradevole.

Un gran vino è definito il Vision Riesling Troken Mosel 2001, prodotto dallo stesso vigneto del precedente ma molto più complesso perché con fermentazione di due anni e giacitura sui lieviti di altri due anni. Si tratta di uno Spatlese con vendemmia lunga e lenta e vinificazione molto accurata, cui non viene aggiunto zucchero e che subisce un passaggio in botti da mille litri, tipiche di questa zona della Mosella.
Si attuano qui tecniche di vinificazione particolari perché il clima non aiuta la fermentazione che procede con molta lentezza. La cucina del territorio è agrodolce, a base di carni suine e la struttura rilevante del vino bianco rende possibile l’abbinamento con la carne di maiale.
Il Bernkasteler Lay “Grand Ley” Riesling GG trocken 2012 è dorato, elegante al naso e con sentori di mandarino, molto garbato e con connotazione di pasticceria. In bocca è affascinante con struttura persistente, armonico ed estremamente secco, bel vino con bella acidità.
Il Wehlener Sonnenuhr “Devon” Riesling GG trocken 2012, maturato in acciaio è un vino definito GRANDISSIMO.
Al naso molto intenso con bella nota piacevole di frutti tropicali e in bocca grande corpo e struttura potente e ricca; con sentori di mela, grasso e burroso e con grande acidità; 12,30 gradi.
Il Wehlener Sonnenuhr “Alte Reben” Riesling GG trocken 2004 oldwine, da vigneto del 1842, vigneto storico in zona rocciosa che crea questo vino più complesso. Si tratta di una delle vigne più famose in Germania e una delle più importanti del mondo.
Vino rotondo, grasso e burroso sia al naso che in bocca con grande nota minerale e sentore lieve di idrocarburi. Ottimo in bocca e rotondo con percezioni di mela cotogna, mela gialla e prugna. Ricco, lunghissimo e persistente.
Ottimo con carni bianche di bella struttura.
Il Wehlener Sonnenuhr “Alte Reben” Riesling GG trocken 2012 dallo stesso vigneto di 125 anni franco di piede con piante magre e rarefatte, ma vino con otto anni in meno.
Al naso meno maturo e meno grasso ma sempre molto elegante, con sentori di pesca bianca e di un bel floreale, in bocca dolce e piacevole anche se meno potente ed evoluto del precedente.
Possiede un’acidità quasi frizzante, una bella grassezza e regala un finale verticale più vivo e fresco del precedente.
Il Graacher Dompropst Riesling Auslese Fass 7 2003
Da annata caldissima, vino auslese non con Botrytis ma da uve mature. Un vino da sole, al naso interessante con bella eleganza olfattiva e con note zuccherine e marmellatose, grasso e burroso. Bella acidità e nota amarotica
In bocca dichiara tutta la sua piacevolezza con acidità e nota di cioccolato e cacao. Ottimo.
Buono per fois gras e patè.
Il Ürziger Würzgarten Riesling Auslese 2006
Da vigneto più pendente con ardesie rosse metalliche che è caratterizzato da una speziatura straordinaria, creato in zona vicino alla Mosella con molta Botrytis. Vino speziato da uno dei vigneti più belli del mondo con naso minerale e finezza straordinaria.
Il primo impatto è la spezia, con una nota mentolata che viene dall’ardesia rossa.
Speziato, balsamico, complesso e ricco.
In bocca minerale e complesso con Botrytis finale persistente . Vino straordinario, da convivialità che può durare e migliorare in 50 anni.








giovedì 21 gennaio 2016

VINI & VITIGNI: L'ELEGANZA DEI NEBBIOLI DI GATTINARA

VINI & VITIGNI: L'ELEGANZA DEI NEBBIOLI DI GATTINARA: Se è vero che il vino racchiude in se’ l’anima di un territorio, qui il sapore si lega, oltre alle caratteristiche del vitigno, non solo all...