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domenica 22 luglio 2018

Montegradella Santa Sofia: un Valpolicella Classico Superiore di eccellenza

Se tutti i vini dell’azienda vinicola Santa Sofia, nata due secoli fa in una delle zone più suggestive della Valpolicella classica, a Pedemonte, sono testimoni del territorio, perché creati con uve autoctone della Valpolicella: Corvina, Corvinone e Rondinella, Montegradella Valpolicella DOC Classico Superiore è un vino particolarmente interessante perchè prodotto con una selezione di uve della zona collinare del Monte Gradella appassite per circa 30-40 giorni prima di essere fermentate. Questo processo ricorda quello del fratello maggiore, l’Amarone, col quale ha in comune anche la maturazione in botti e barrique di rovere e, soprattutto, una bellissima complessità e concentrazione di aromi. “Un piccolo Amarone”: così viene definito da Luciano Begnoni, titolare col padre Giancarlo dell’Azienda Santa Sofia.
Le inconfondibili caratteristiche organolettiche sono conferite a questo vino soprattutto dalla zona collinare del Monte Gradella e da un vigneto con un’esposizione solare particolarmente favorevole, su un terroir che vanta un’importante escursione termica giorno-notte, che concorre all’inspessimento della buccia delle uve e alla conseguente concentrazione dei terpeni e delle altre sostanze polifenoliche.

Degustazione:

1)Montegradella Valpolicella DOC Classico Superiore 1985
Naso particolarmente intenso con aromi di frutti rossi macerati, miele e un forte e gradevole sentore olfattivo di caffè. Nonostante i suoi 33 anni, vino ancora vivo.
Prodotto di un’epoca in cui la tecnica di appassimento delle uve era ancora usata raramente.12,5°.
2)Montegradella Valpolicella DOC Classico Superiore 1996

Naso elegante profumato alla liquirizia, con sentori di spezie e cannella. In bocca ancora balsamico e con intensa persistenza. 12,5°

A differenza dei primi due, i vini successivi sono legati da un unico filo conduttore in quanto il processo di vinificazione si è trasformato con gli anni e sono mutate anche le caratteristiche climatiche.

3)Montegradella Valpolicella DOC Classico Superiore 2008

Al naso regala aromi complessi di fiori rossi, frutti in marmellata, spezie dolci. In bocca è armonico, elegante e lungo. Bel tannino setoso e fine. Vino che ha colpito maggiormente per finezza e complessità. Notevoli l’eleganza e la persistenza nel finale. Gradazione alcolica aumentata, circa 14°.

4) Montegradella Valpolicella DOC Classico Superiore 2011

Naso sempre ricco e intrigante, con aromi floreali, fruttati e speziati: viole, prugne e chiodi di garofano.
Tannino deciso, forte la struttura, buona la persistenza finale. 14°.

5)Montegradella Valpolicella DOC Classico Superiore 2014

Frutti rossi al naso e bella speziatura, cannella, chiodi di garofano, pepe e tabacco. Tannicità piacevole in bocca, freschezza e persistenza. 14°

6)Montegradella Valpolicella DOC Classico Superiore 2015

Aromi di viola, garofano, vaniglia e tabacco dolce. In bocca è rotondo, corposo, con chiusura fresca e buona trama tannica. 14°
La serata è stata arricchita anche dall’abbinamento dei vini con prodotti della Valpolicella e della Lessinia, selezionati da Corrado Benedetti, Salumi e Formaggi d’Autore: Carne salà dello Schioppo, La Corposa, coscia affinata in Amarone della Valpolicella DOCG, il Crostino con crema di radicchio rosso, il Formaggio Fenarolo affinato nel fieno, il Formaggio Monte Veronese DOP D’Allevo, Presidio Slow Food, il Redivino, formaggio affinato in Amarone della Valpolicella DOCG.

L’azienda vinicola Santa Sofia nasce due secoli fa in una delle zone più suggestive della Valpolicella classica, a Pedemonte. La villa, progettata da Andrea Palladio nel 1565, quando Marcantonio Serego decise di rinnovare la tenuta, già in possesso della sua famiglia dal 1552, è un vero e proprio simbolo dell’architettura Italiana, iscritta nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO dal 1996, assieme alle altre ville palladiane del Veneto.
Già nella metà del 1800, Santa Sofia era apprezzata per l'ottima qualità dei suoi vini, prodotti con le uve attentamente selezionate dalle zone più vocate e meglio esposte delle colline circostanti. Le tradizioni enologiche del luogo risalgono a tempi ben più remote: parte delle antiche cantine che si trovano sotto la villa, visitabili ancora oggi, venivano utilizzate per l’affinamento dei vini già nel XIV e XV secolo. La parte di cantina più antica fu costruita dai frati di San Bernardino nel 1300, quando eressero anche la cappella dedicata a Santa Sofia.
Oggi alla guida di Santa Sofia ci sono Giancarlo Begnoni e suo figlio, Luciano.
Giancarlo Begnoni, enologo della scuola di Conegliano Veneto dove consegue il diploma nel 1956, entrò subito nell’azienda di famiglia, rinnovò le cantine con strumenti all’avanguardia per l’imbottigliamento e per tenere sotto controllo temperatura e umidità degli ambienti dedicati alla vinificazione e all’affinamento, superando le difficoltà tecniche che le cantine storiche della villa presentano. L’affinamento dei vini avviene in botti di rovere per il tempo necessario affinché si sviluppino gli aromi prima dell’imbottigliamento.
Poco dopo il 1967, durante uno degli assaggi dalle botti di Amarone, Giancarlo rimane stupito della qualità eccezionale del vino proveniente dalla parcella di Monte Gradella: profumi eleganti e profondi, corposo e morbido nel gusto. Prese una decisione importante per il futuro di Santa Sofia scegliendo di distinguere l’imbottigliamento e l’invecchiamento di questo vino. Nacque così la prima annata di Amarone della Valpolicella “Gioè” 1964, il cui nome indica la parte superiore del Monte Gradella dove c’è il vigneto storico da cui provengono le uve di Santa Sofia. In omaggio a questa zona vienne poi chiamato Montegradella il Valpolicella Classico Superiore.
Santa Sofia oggi comprende oltre ai 24 ettari della Valpolicella Classica, 45 ettari in Valpantena acquistati nel 2015 con vigneti a 350-400 metri di altitudine in una zona vocata per la produzione di vini rossi, prodotti con un progetto di agricoltura sostenibile e di rispetto per l’ambiente. Le Cantine storiche sono custodite nella parte più antica dell’azienda, risalgono al 1300 e sono realizzate unicamente in tufo: qui si trovano le botti di rovere di Slavonia, dove maturano alcuni dei vini rossi più importanti: Amarone, Valpolicella Superiore Montegradella, Valpolicella Ripasso.











venerdì 30 gennaio 2015

IL DURELLO DEI MONTI LESSINI

La zona collinare compresa tra la provincia di Verona e quella di Vicenza, dove iniziano i rilievi che man mano che si procede verso nord diventano sempre più alti fino a trasformarsi nelle Alpi, è una fertile zona vitivinicola, favorita dall'origine vulcanica del terreno.
E' la zona del Durello, un vino ancora non molto conosciuto, ma che si va sempre più affermando nel panorama dei vini veronesi, già ricco di nomi importanti quali Amarone, Valpolicella e Soave. Tra questi prodotti noti e importanti, il Durello è forse il vino meno famoso ma, proprio per questo, anche quello con maggiori potenzialità di sviluppo e che negli ultimi anni ha mostrato una buona capacità di diffusione.
Il Lessini Durello è un vino ottenuto in prevalenza dal vitigno Durella, uva particolarmente adatta alla spumantizzazione, sia con metodo Charmat sia con la più tradizionale fermentazione in bottiglia.
Lessini Durello DOC ottiene il riconoscimento della denominazione nel 1987.
L’uva Durella è un vitigno indigeno, coltivato nella limitata fascia collinare della Lessinia orientale, a cavallo fra le provincie di Vicenza e Verona, nelle vallate dove si alternano coltivazioni di vite e alberi di ciliegio, anch'essi tipici dell'est veronese; e la vite viene menzionata come “Durasena” già nell’antichità, in manoscritti e statuti comunali a partire dal 1200.
Nell’Alto Medioevo, grazie, in particolare, al lavoro degli Ordini Monastici, si rinvigoriscono, dopo il periodo barbarico, l’uva e la viticoltura in questa vasta area prealpina e, ancora nel 1300, nei manoscritti benedettini, si citava quest’uva che oggi si ritiene corretto collegare alla Durella e che, in periodi successivi, la nobiltà veneziana, richiedeva moltissimo per ottenerne vino che proveniva, appunto, dall’attività agraria dei Monti Lessini e veniva coltivata in terreni recintati, i broli, dove, oltre a frutta e verdura, si raccoglieva anche uva Durasena da vino. Nel 1700 era ampiamente diffusa nel vicentino e sul versante orientale del territorio veronese.
Caratteristica per gli acini color giallo citrino, questa varietà è sopravvissuta nel tempo grazie alla sua straordinaria resistenza alle malattie che hanno a più riprese flagellato i vigneti italiani.
La parola Durella ben descrive le caratteristiche di questo vitigno: la buccia spessa, l'acidità importante, una caratteristica asprezza che si trasforma in bella freschezza. Cresce in terreno pre-alpino, vulcanico e scuro con abbondanza di basalto che conferisce sapidità e acidità al vino che una volta, proprio per queste caratteristiche, era bevuto quasi esclusivamente sul mercato locale, dove vi era l'abitudine di allungarlo con l'acqua o era usato come vino da taglio.
La moderna enologia è oggi riuscita a trasformare in punti di forza quelli che potevano sembrare punti deboli del Durello.
Da un lato si è capito che l'alta acidità e sapidità potevano garantire al Durello una grande longevità e farne un vino bianco che può riposare in cantina anche per dieci anni con risultati sorprendenti. Con un lungo affinamento, l'acidità mantiene vivo il vino, che, ammorbidendosi, sviluppa aromi e sentori di grande complessità e armonia.
Dall'altro, si è capito che il Durello, con le sue caratteristiche, poteva diventare un'eccellente base per la spumantizzazione con metodo classico.
La rifermentazione in bottiglia, soprattutto se prolungata, bilancia l'acidità del vino base conferendo al Durello Metodo Classico una straordinaria finezza e complessità d'aromi. Il Durello Spumante è fresco e sapido e competitivo grazie al rapporto qualità/prezzo, soprattutto rispetto a zone di produzione più conosciute.
Esso è prodotto da un minimo di 85%di uva Durella con aggiunte possibili di Garganega, Pinot bianco, Chardonnay e Pinot nero.
Il Durello Spumante ha colore giallo paglierino con riflessi verdi, profumo vinoso, delicato e leggermente fruttato, sapore piacevole, acidulo e armonico.
Vi è inoltre la versone ferma, il Monti Lessini Durello Tranquillo e, per accompagnare il dessert vi è poi il Monti Lessini Durello Passito, prodotto con uva Durella lasciata appassire per almeno quattro mesi.
Nel 1997 è nato il Consorzio del vino Lessini Durello, che ha riunito i produttori e ha
contribuito alla valorizzazione non solo del vino, ma di tutto il territorio con la creazione della Strada del Vino Lessini Durello.



domenica 27 gennaio 2013

IL SUCCESSO DELL'AMARONE

Diciassette milioni di bottiglie sono un bel numero ed e' la quantita' di AMARONE prodotta nel 2012, il triplo rispetto al 2000.
Le vigne che producono le uve coprono 7000 ettari e stanno ancora aumentando.
Il Consorzio della Valpolicella conta 3000 soci tra piccole cantine e grandi aziende, il giro d'affari e' enorme, nove bottiglie su dieci vengono esportate all'estero,soprattutto negli Usa dove questo vino italiano piace moltissimo.

Perche' l'Amarone, prodotto con uve Corvina, Corvinone e Molinara ,uve di tutto rispetto ma non particolarmente pregiate , che vengono lasciate appassire sui graticci per un centinaio di giorni,ha un tale successo? Quale e' la sua storia?

il suo nome deriva dalla parola "amaro"e fu coniato nella primavera del 1936, quando il capocantina Adelino Lucchese, ritrovando una botte di vino Recioto dimenticata in cantina, si accorse che era diventato amaro, ma di un ottimo amaro e pare che,appunto avesse esclamato :"Ma questo non e' amaro, e' AMARONE!"
Praticamente il vino dolce Recioto, messo in botte e dimenticato, aveva continuato il suo processo di fermentazione fino a diventare secco.Gli zuccheri, trasformati in alcool, avevano eliminato la dolcezza dal vino che, quindi, per contrapposizione, venne chiamato AMARONE.

Di "Vino Amaro" si parlo' fin dai tempi di Catullo e gia' i Romani erano soliti far appassire le uve;l'"Acinaticum"della Valpolicella era conosciuto ,al tempo di Teodorico,nel sesto secolo D.C., dal suo ministro Cassiodoro, che definiva i vini della zona"neri e maturi".
La prima etichetta comparve, pero'solo nel 1938 e solo nel 1953 il vino fu messo in commercio.
Fino al 1990 la produzione era soprattutto di Recioto ma, in seguito alla variazione del Disciplinare, che distinse chiaramente i due prodotti,la richiesta di AMARONE comincio' a salire sempre piu', fino ai livelli attuali.

L'ultimo Disciplinare del marzo 2010 divide l'Amarone in 4 tipologie:
AMARONE della Valpolicella
AMARONE della Valpolicella classico
AMARONE della Valpolicella Valpantena
AMARONE della Valpolicella riserva
La D O. C. G. E stata ottenuta nel 2011 e i vitigni con cui e' consentito produrre il vino sono i seguenti:

Corvina veronese dal 45% al 95%
Corvinone fino al 50%
Rondinella dal 5 al 30%
Nella coltivazione la densita' non puo' essere inferiore a 3300 ceppi/ ha , le forme di allevamento sono a spalliera e a pergola veronese,mentre nelle aziende piu' moderne si utilizza il sistema a guyot; e' consentita l'irrigazione di soccorso.

L'appassimento delle uve e' fondamentale per la produzione dell'Amarone; nelle prime settimane di ottobre si scelgono i grappoli migliori, spargoli e perfettamente maturi, si raccolgono manualmente e si conservano in cassette di legno, oggi anche in plastica traforata per permettere la fuoriuscita dell'umidità l'umidita'e per favorire l'aereazione.
Questa fase dura 120 giorni al fine sparire l'acqua dagli acini e lasciare intatti gli zuccheri.
L'uva perde peso per circa il 40% e, solo alla fine di gennaio/ inizi di febbraio, viene pigiata e lasciata a lungo in macerazione sulle bucce.
La fermentazione e' altrettanto lenta ,mantenuta a bassa temperatura per 30 / 50 giorni e serve a trasformare gli zuccheri in alcool.
Se il vino mantiene una alta percentuale di zuccheri, diviene RECIOTO.
Se la percentuale e' bassa e' AMARONE.
L'invecchiamento e' come minimo di due anni.
I residui zuccherini non devono superare il 12% per l' Amarone ;l'estratto secco e' di 28 grammi / litro,il titolo alcolometrico e' compreso tra i 14 e i 16 gradi.

La Valpolicella e' costituita da tre vallate di torrenti, chiamati in dialetto "progni" che scendono dai monti Lessini ad occidente di Verona, e vi si possono distinguere tre zone nettamente diverse per natura morfologica, geologica e vegetativa.
Montuosa la parte nord adatta al pascolo su terreni calcarei e cretacei e povera di corsi d'acqua, la zona mediana e' invece COLLINAREe ci interessa di piu' perche' e' la classica zona di coltivazione della vite, coltivazione che avviene spesso su terrazze artificiali realizzate in pietra e denominate MAROGNE.
Nella zona sud e' coltivato anche l'ulivo.
Qui i terreni sono calcarei cretacei e sono costituiti da ampli strati di basalto.
Infine la zona piu' meridionale e' più pianeggiante e,oltre che per i vigneti, e' ampiamente utilizzata per coltivazione di frutta pregiata.


Importante, ai fini della coltivazione della vite,sono mi terreni calcarei e l'intensa attivita' vulcanica dell'era terziaria che ha prodotto diversi strati di tufo e basalto.
Il corso d'acqua maggiore e' l'Adige ma la valle e' caratterizzata dalla presenza di numerosi Progni, corsi di' acqua dalla portata incostante che , nei millenni , hanno partecipato a modellare le valli e hanno favorito le coltivazioni.
Infine il clima e' piuttosto buono durante tutto l'anno anche grazie alla protezione a Nord dei monti Lessini e alla buona esposizione a sud;si tratta quasi di clima mediterraneo e cio' e' testimoniato dalla presenza di ulivi e cipressi.
D'estate la temperatura si aggira sui 25/30 gradi con minime di 18/20 gradi.
Quindi sia esposizione che clima che presenza abbondante di acqua rendono questa zona vociata all vitivinicoltura.



Presso la sede ONAV di MILANO ,il 23 Gennaio 2013, sono state messe in DEGUSTAZIONE tre annate di AMARONE:

2008: annata non particolarmente calda con freschezza e buona ventilazione ; ha prodotto vini di buona qualita'

2007: annata piu' difficile con grandinate e calore.

2006:annata di buona temperatura con molte ore di luce e sole.

I vini in degustazione sono stati:

1)Amarone Classico Valpolicella “ San Giorgio” 2008 ,gradi 15,5 dell’Azienda Agricola Boscaini Carlo, Via Sengia
S.Ambrogio di Valpolicella (VR)

Vino rosso mattonato di ottima trasparenza con sentori di frutta rossa , ciliegia e prugna, in bocca di bella struttura, di gradevole acidita' e notevole persistenza.



2)Amarone Valpolicella “ Monte La Parte” 2008, Gradi 15,5
Az. Agr. Piccoli Daniela Strada dei Monti 21/a
37124 Parona di Valpolicella (VR)

Più minerale e meno fruttato del primo, elegante anche se meno intenso, con una finale nota minerale e mandorlata.

3)Amarone Classico Begali 2008, Gradi15,5
Azienda Agricola Begali Lorenzo
Via Cengia n°10, Località Cengia
37029 San Pietro in Cariano (VR)

Più viscoso e colorato dei precedenti,con sentori di frutta rossa concentrata e forte e note vegetali intense; in bocca minerale fruttato ricco e secco.
Buona struttura.BUON VINO

4)Amarone Valpolicella CA' COATO 2008, gradi 16,5
Antolini Pier Paolo E Stefano Soc. Agr.
Via Prognol 22 ,
37020 Marano di Valpolicella (VR)


Color violaceo aranciato con aromi fruttati e aromatico-balsamici,marasca e fiori di garofano;
al gusto buona acidita',pienezza ed armonia ;
Persistente e corposo.
OTTIMO VINO

5)Amarone Valpolicella 2007, Gradi 16
Azienda Agricola “Corte San Benedetto
Via Casa Zamboni, 10/a Arbizzano di Negrar (VR)

Colore aranciato; sentori di marasca,prugna, terra e bosco;si avverte il terziario nell’aroma di noce moscata;in bocca intenso e marcato, potente, ricco e con coinvolgente sentore di liquirizia;forte nota estrattiva e tannini rotondi.
Equilibrato,persistente ed armonico.
OTTIMO VINO ,IL MIGLIORE DELLA SERATA.

6)Amarone Valpolicella Terre di Leone 2007, Gradi 16,5
Terre di Leone Srl- Marano di Valpolicella (VR)
Meno intenso del precedente, con sapore fruttato, forte acidita'e.persistenza.
BUON VINO

7)Amarone “Il Bosco” 2006, Gradi 15
Azienda Gerardo Cesar San Floriano(VR)

Vino di azienda che produce in quantita' rilevanti, vinoso e con sentori minerali ma di semplice elaborazione;
VINO SUFFICIENTE

8)Amarone Valpolicella “Ca' Bertoldi” 2006 ,Gradi 16
Azienda Agricola F.lli RECCHIA Cà Bertoldi, 30 37024 Jago di Negrar (VR)
Meno pulito più chiuso e con tannino allappante
VINO INSUFFICIENTE

9)Amarone Valpolicella “Stropa” 2006, gradi 16
Azienda agricola Monte Dall'Ora, ViaMonteDall'Ora5 Castelrotto 37029 San Pietro in Cariano (VR)

Colore bello e vivace, sentore di frutta e spezie,intenso elegante e balsamico.
In bocca asciutto persistente ed equilibrato
OTTIMO VINO

Degustazione interessante di prodotti in massima parte buoni che hanno anche manifestato le loro caratteristiche e le loro diversità dovute ai diversi sistemi di allevamento e ai particolari modi di vinificazione delle varie aziende.

Un Amarone può avere una durata di 10 anni.




















giovedì 27 settembre 2012

Il Ramandolo,antico oro del Friuli

Il nome evoca un territorio e non un vitigno, come accade quando la fama di un prodotto supera quella del luogo di origine.In Friuli Venezia Giulia, sulle colline di un antico borgo rurale tra Nimis e Tarcento, in provincia di Udine, una volta patria di Celti e di Longobardi, si trova l'area del Consorzio Colli Orientali del Friuli e Ramandolo che comprende 2300 ettari di vigna di cui circa 600 coltivati a Verduzzo Friulano,clone giallo, il vitigno del Ramandolo.
Gli altri vitigni di zona sono il Refosco dal Peduncolo rosso, il Picolit,lo Schioppettino, la Ribolla gialla, il Pignole , il Tazzelenghe.

Il Ramandolo è dunque una rarità di cui si producono appena trecentomila bottiglie ogni anno.Le viti del Verduzzo crescono arrampicate su colline e necessitano di lavorazione e vendemmia esclusivamente manuale, data la pendenza.
Sono alimentate da terreni marnosi ed allevate col sistema del Guyot doppio o alla cappuccina,creato, appunto, dai frati Cappuccini per terreni impervi e non molto fertili.L'uva è di un bel colore dorato con acini a buccia spessa e pruinosa e la vendemmia avviene nelle ultime settimane del mese di ottobre, in raccolta tardiva, con lo scopo di ottenere un leggero appassimento dei grappoli.Le uve migliori vengono fatte appassire in condizioni ottimali e le altre vengono vendemmiate e fermentate in acciaio,sono sottoposte ad un lieve contatto con le bucce per potenziare aromi e colore,poi invecchiate in barrique di legno per almeno un anno, indi affinate ancora per almeno sei mesi in bottiglia.
Il riconoscimento D.O.C.G. di questo vino raro e prezioso è datato 2001.

Giallo dorato brillante e trasparente, risulta all'esame olfattivo fruttato, intenso,con un gradevole bouquet di fiori gialli, frutta matura ,sentori di albicocca, frutta secca e miele di acacia.
Ricco, equilibrato, molto persistente e armonioso in bocca, buone la struttura e persistenza.Si abbina a pasticceria secca e dolci a base di mele, formaggi erborinati e saporiti.
Molti i produttori di vini di notevole rilevanza in questa zona, di cui citiamo le seguenti Aziende:

Az.Agr. Dario Cos

Az Agr. Giovanni Dri

Az. Vin.Giacomo Petris

Il Ramandolo è il primo crù del Friuli Venezia Giulia e la sua D.O.C.G. ha contribuito a dare stimolo e sviluppo alla vitivinicoltura locale.




sabato 22 settembre 2012

I Colli Euganei :una Doc vulcanica

I Colli Euganei, situati a sud ovest della provincia di Padova, sono colline di origine vulcanica con terreni ricchi e di varia caratteristica geologica, che hanno offerto l’opportunità ai coltivatori locali di sperimentare diverse varietà di vite e di scegliere quelle che possono esprimere meglio il carattere della zona.
La sperimentazione è avvenuta prima in modo empirico e, in seguito,attraverso l’utilizzazione di strumenti scientifici quali mappe geologiche, analisi fogliari delle viti ed analisi dei vini prodotti. Tale processo di zonazione del terreno ha offerto la possibilità di valorizzarne i vari crù.

Nei Colli Euganei sono presenti rocce sedimentarie marine di età compresa tra i trentacinque e i centocinquanta milioni di anni e cioè tra i periodi Giurassico superiore e Oligocene. La struttura fondamentale del terreno è formata da rocce magmatiche effusive legate ai cicli eruttivi e la loro fase costitutiva è legata a rocce che si erano formate dal fondo dell’antico mare euganeo.
Quella dei Colli Euganei è stata infatti zona di mare aperto fino al periodo Oligocene.
Proprio per la profondità del mare euganeo e in genere delle acque che ricoprivano l’Italia,la presenza di animali marini caratteristici del mare aperto è stata molto abbondante.
Per quanto riguarda il paesaggio e l’ambiente,quindi, questo può essere paragonato alle attuali zone tropicali, ricche di barriere coralline.

Nel 1989 venne istituito il Parco Regionale dei Colli Euganei, per identificare e tutelare un’area di grande interesse geomorfico, naturalistico e storico-paesaggistico,caratterizzata da colli di origine vulcanica formatisi circa 35 milioni di anni fa.
Proprio la consapevolezza delle proprie origini e delle proprie caratteristiche ha potenziato il riconoscimento della vocazione vitivinicola euganea.
In origine terra di Moscati, dell’autoctono Serprino e di vini rossi a base Merlot e Cabernet, ha poi raggiunto un elevato livello qualitativo nella produzione vinicola, grazie all’impegno delle varie aziende , nelle più svariate tipologie di produzione.
Tra i prodotti vinicoli più rilevanti e caratteristici, il frizzante Serprino, ottenuto dall’omonimo vitigno autoctono e caratterizzato da un bel colore paglierino e da un profumo fresco e delicato con nette sensazioni di fruttato, ottimo come aperitivo .
Altro prodotto di particolare originalità , che meglio identifica i Colli Euganei è il Fior d’ Arancio Spumante, ottimo con i dolci per la sua piacevolezza.
Da citare anche le interpretazioni date dai viticultori dei Colli Euganei dei vitigni Merlot e Cabernet, sia in purezza che in uvaggio, prodotti ad ottimi livelli di qualità.


L’azienda Filo delle Vigne ha proposto in degustazione tre prodotti di diversa tipologia :
Borgo delle Casette
70%sauvignon
30% cabernet franc 14° titolo alcolometrico

Invecchiato in barrique piccola per 24 mesi, al naso dona profumi fruttati e speziati, al palato risulta armonico ed equilibrato.

Canto delle Fate
50% chardonnay
50% riesling , tokay, moscato
Profumato e fresco,consistente e ricco.


L’azienda Vigne al Colle ha proposto:
Serprino Colli Euganei 2009
Profumato, frizzante ottenuto con metodo charmat

Passo delle Streghe
60% sauvignon

Il Fior d’Arancio è uno dei rarissimi moscati gialli italiani, indiscusso portabandiera dei Colli Euganei e recente DOCG




Propone aromi agrumati, mielati, sentori di fichi secchi e frutta candita.
Fresco ed aromatico, abbinabile a pandolci e panettoni.