Blog di interesse enologico, con degustazioni e note di viaggi alla ricerca di aziende vinicole ed approfondimento su vitigni e terroir, caratteristiche ambientali e pedoclimatiche.
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venerdì 30 novembre 2018
IL Rigoloccio, azienda maremmana
L’azienda Agricola Rigoloccio deve il suo nome ad una antica una di pirite adesso dismessa, a testimonianza della fortissima mineralità del terreno situato nel parco delle colline metallifere nel comune di Gamorrano, Maremma della provincia di Grosseto.
L’enologo Fabrizio Moltard e il General Manager Eros Dal Lago hanno presentato i vini dell’Azienda presso il Westing Palace di Milano e hanno raccontato la storia della tenuta che esiste dal 2002, dove l’impianto vitivinicolo è stato studiato in funzione del terreno con impostazione decisamente bordolese, tipo francese.Il progetto è stato affidato a due professionisti: l’agronomo francese Pierre Marie Guillaume e l’enologo Fabrizio Moltard che, ancora oggi, gestiscono le operazioni in vigna e cantina e che hanno scelto di coltivare Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Petit Verdot proprio in considerazione della particolare natura del suolo minerale con una componente ben bilanciata di sabbia, limo e argilla e con un’elevata presenza di pietre, sia anche per il microclima della zona. I filari sono collocati in zona precollinare, tra i 40 e i 100 metri, e beneficiano di soleggiamento costante, effetto mitigante delle brezze marine e notevole escursione termica giorno-notte. La produzione di uva per ettaro si aggira sui 60 quintali.In degustazione:
1) Mistral, Chardonnay, Maremma Toscana Doc, 2017
2) Fonte dell’Anguillaia, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot, Toscana Rosso Igt, 2014
3) Il Sorvegliante, Cabernet Franc, Cabernet sauvignon e Petit Verdot , Toscana Rosso Igt, 2014
4) Elegantia, Cebernet Franc, Cabernet Sauvignon, blend al 50%, Maremma Toscana Doc, 2011
5) Abundantia, Merlot, Maremma Toscana Doc, 2012
Si può affermare che gli ultimi due vini, Elegantia e Abundantia siano il vero fiore all’occhiello dell’Azienda, vini in cui il legno, usato con sapienza, ha bilanciato la potenza del frutto in una miscela di eleganza e persistenza ma anche di intensità e profondità tipica dei Supertuscan toscani:Elegantia di taglio bordolese, invecchiato in barrique per 18 mesi, dal colore rosso rubino intenso, e dai sentori olfattivi ampi e netti, caratterizzati da note vegetali, frutta rossa, ginepro, spezie, pepe; elegante in bocca con grande intensità e persistenza.
Abundantia è un Merlot in purezza maturato in barrique per circa 20 mesi prima di un ulteriore affinamento in bottiglia di sei mesi, dopo una macerazione e fermentazione a temperatura controllata (per 24 giorni, con rimontaggi e follature).
Si presenta con un rosso rubino intenso e, al naso, offre profumi fruttati, note di marasca, prugne, viola e spezie dolci; in bocca risulta deciso, morbido ed equilibrato, di bella freschezza e con tannini vellutati, lungo nel finale. Un bel vino che ha ottenuto molti riconoscimenti in Italia e nel mondo.
lunedì 6 marzo 2017
I VINI DI JOSKO GRAVNER
Presentata dal Delegato dell’Onav genovese Massimo Ponzanelli, Mateja Gravner si presenta al numerosissimo pubblico per parlare dell’Azienda di famiglia e presentare i suoi vini, gli stupefacenti vini del padre Josko, colui che, negli ultimi vent’anni, ha portato innovazione nel mondo vitivinicolo soprattutto ispirandosi al passato. Collabora alla serata Fiorenzo Sartore esperto degustatore Onav.
All’inizio appare un po’ smarrita, di fronte ad una vasta sala piena di pubblico ma poi inizia con passione a descrivere le sue colline, che non superano i 250 metri slm, al confine con la Slovenia, con vigneti di Ribolla e Pignolo, tipicamente friulani, ma anche di uve da vitigni internazionali, vigne che la sua famiglia coltiva nei 15 ettari di terreni marno-calcarei intorno alla grande casa dei suoi antenati, costruita oltre 300 anni fa.Ma quando afferma -“ Noi non siamo un’Azienda biologica certificata, siamo prima di tutto contadini che rispettano onestamente la natura, perché le cose che si fanno con coscienza non hanno bisogno di certificazioni e di regole” - ecco che il suo tono si fa deciso e quasi orgoglioso e noi, pubblico, cominciamo a capire il significato e la concezione che c’è dietro la produzione Gravner.
Ci racconta che, negli anni ’90 il padre capì che aveva sbagliato ad estendere troppo la coltivazione della vite e provvide a limitarne gli spazi per creare un habitat migliore attraverso l’inserimento di alberi, leguminose, piante di vario tipo, quali olivi, meli, cipressi e di stagni e laghetti proprio perché prese coscienza che l’acqua era necessaria per ricreare un equilibrio naturale in cui potessero vivere gli animali, i pesci e gli uccelli. Questi ultimi tornarono tra gli alberi e per accoglierli furono addirittura costruiti dei nidi artificiali.“Cerchiamo di essere meno dannosi e il più possibile rispettosi della natura”, afferma Mateja.
Così come sono rispettosi con la vite. La cura del vigneto consiste soprattutto nell’assecondare la natura aspettando che si compia il suo ciclo e limitando l’intervento dell’uomo, le vendemmie sono quasi sempre avanzate, almeno fino al mese di ottobre, perché –“ le uve vanno raccolte al meglio, quando sono veramente mature perché sono la base dei vini buoni in quanto in cantina non si aggiunge né si toglie nulla”-
Ci racconta che, dopo un periodo di vinificazione tradizionale, Josko, dopo un viaggio in California, durante il quale disse di aver imparato cosa non si deve fare nella vinificazione, decise di eliminare tutti i trattamenti chimici, a parte lo zolfo; successivamente scoprì, in seguito a sperimentazioni, che solo con le bucce e senza lieviti il vino manteneva il sapore dell’uva che lo aveva prodotto.
Nel 97 produsse la prima Ribolla senza lieviti che sapeva finalmente di Ribolla.
Fu eliminato l’acciaio, non si controllarono più le temperature, l’uva si teneva a fermentare in grandi tini senza aggiungere niente.
Nel 2001 vi fu il passaggio alle anfore.
Le anfore permettono una macerazione lunghissima senza il controllo della temperatura e, se l’uva è buona, non c’è bisogno di aggiungere sostanze. La prima anfora fu acquistata nel ‘97 anche se Gravner ne aveva sentito parlare, 20 anni prima, da Luigi Veronelli e dal prof. Scienza e si sapeva che l’anfora era stata utilizzata in Georgia per la vinificazione. Ci vollero 5 anni, dal 2000 al 2005, per avere le anfore e infine si creò la cantina dove il pavimento e i muri, all’interno, sono costruiti in modo da rendere l’ambiente omogeneo con l’esterno, per non provocare all’uva uno shock termico al momento della vendemmia. Le anfore sono fatte di argilla cotta, non contengono tracce di materiali pesanti, pericolosi per la salute dell’uomo.
All’esterno, poi, l’anfora viene ricoperta con sabbia e calce per creare un guscio protettivo.
Le uve, ottenute con un forte rispetto del territorio e coltivate senza prodotti chimici, pigiate o pigiadiraspate, sono messe direttamente nelle anfore, dopo aver tolto gli acini marci e i raspi, se necessario, a seconda dell’annata.
Durante la fermentazione, sei sono le follature giornaliere per proteggere col liquido le bucce che emergono, affinchè non siano attaccate dalle muffe.Non ci sono regole per la durata della fermentazione, tutto dipende dall’annata e, dopo la malolattica, l’intero processo si ferma intorno a marzo / aprile.
Terminata la svinatura, il liquido passa in grandi botti per 15 giorni ed ancora in anfora per sei mesi.
Nel mese di settembre viene messo ad affinare in grandi botti di rovere per 7 anni: si è scelto questo tempo perché le cellule umane si rinnovano ogni 7 anni e la natura ci suggerisce che, in tale periodo di tempo, si compie un ciclo vitale.
Le Riserve prevedono 14 anni di affinamento.
3) Degustazione
1) VENEZIA GIULIA IGT BIANCO "Breg" 2008 (Chardonnay, Sauvignon, Pinot Grigio, Riesling)
L’annata 2008 è stata caratterizzata da piogge abbastanza frequenti ma ha prodotto uva molto bella; le precipitazioni autunnali hanno favorito la botrite.
Vino fermentato sulle bucce; servito a temperatura ambiente come i vini rossi.
15°gradi alcolometrici
Bellissimo colore ambrato brillante che dal punto di vista cromatico si stacca da tutti i vini che solitamente conosciamo. Colore che ricorda certi metalli preziosi, quali, per esempio, l’ambra.
All’olfatto è fresco e subito inonda le narici con sentori vari e cangianti: ginger, frutta secca, zafferano, erbe aromatiche, note del tè, legno di sandalo.
In bocca intenso ed imperioso con struttura, potenza e lunghezza. Percepiamo un bel tannino, una struttura importante, ben armonizzata. Vino estremamente giovane, con acidità fresca e viva. Perfettamente amalgamato ed armonico. Chiude con buona morbidezza.
Il Bianco Breg prende il nome da un vigneto collinare esposto a sud.
2) VENEZIA GIULIA IGT BIANCO "Breg" 2007
14,5°gradi alcolometrici.
Il 2007 è stata una annata molto bella e asciutta che ha dato uve sane e mature.
Il vino si è aperto in ritardo rispetto al primo ma si rivela altrettanto interessante.
Bellissimo colore ambrato brillante, simile al precedente ma forse con maggior brillantezza.
Olfatto: tè aromatico, note erbacee, fieno e erba tagliata, frutta secca, nocciola, mandorla, canditi: vino di grande complessità aromatica. L’olfatto si evolve di minuto in minuto.
Vini che sfidano tempi lunghissimi con grande maturità.
In bocca grande acidità, grande freschezza, tannini lievi, astringenza da bucce, un vino che trascende l’idea di vini bianchi.
Questo vino è più composto e con struttura un po’ superiore rispetto al precedente, con finale pulito e lunghissimo.
3) VENEZIA GIULIA IGT RIBOLLA 2008
Vitigno autoctono di riferimento del Colllio
14,5°
Uva più neutra.
Colore sempre ambrato e luminoso.
Al naso sentore di fiori essiccati, nota di tè, zafferano, nota di pasticceria, naso simile al primo vino della stessa annata. Note speziate di ginger, erbe aromatiche, mandorle e canditi.
In bocca la Ribolla presenta una nota piacevolmente amaricante, a differenza del Breg.
Il tannino è presente in maniera morbida ma l’equilibrio è mantenuto perché si tratta di un vino di corpo e di sostanza.
L’elemento alcolico induce ad una percezione che tende verso la dolcezza.
L’anfora conferisce al vino delle caratteristiche comuni ma non va ad appiattire il gusto.
4) VENEZIA GIULIA IGT RIBOLLA 2007
13,5°
Bellissimo colore ambrato, colore straordinario.
Naso: la vendemmia 2007 parte piano ma vince sulla lunghezza; nota di zenzero, spezie dolci, cannella, anice stellato, ginepro; naso intrigante, dolce ed espressivo.
L’evoluzione nel bicchiere è notevole. Vino molto complesso che si evolve nel bicchiere.
La Ribolla risulta più strutturata del Breg con note più complesse e con finale amaricante.
5) VENEZIA GIULIA IGT ROSSO "Breg" 2004 (Pignolo)
13°alcolometrici.
Uve Pignolo autoctone del Collio
Il Pignolo è un vino estremamente tannico che richiede molto invecchiamento. Sensazioni verdi, note aromatiche, note di carne macerata, pelle di salame.
Estrema gioventù di questo vino sia per tecnica di vinificazione sia per la caratteristica di questo vitigno.
Note olfattive balsamiche, prugna secca disisdratata, spezie come pepe.
Vino che dà sensazioni emozionali; abbinabile con carni e formaggi stagionati.
6) VENEZIA GIULIA IGT ROSSO "Rujno" 2001 (Merlot)
Rujno è vino da occasioni speciali, nelle annate normali prende il nome di Rosso Gravner.
Uve da vigneto del ‘67 che fa capire la capacità tecnica di vinificazione perché questo, a differenza dei bianchi, di può confrontare con altri Merlot.
Olfatto: straordinario e ricco che dimostra ancora gioventù anche se prevalgono le sensazioni terziarie. Vino di bella maturità, con note di tostatura, caffè e cacao.
Maestoso e denso, ricco di note importanti tipo le note ematiche e speziate. In bocca prevalgono elementi di eleganza e finezza; vino di straordinaria eleganza e pulizia.
mercoledì 20 marzo 2013
BREGANZE, UNA DOC DALLE MOLTE MERAVIGLIE

La Doc Breganze, una delle più rappresentative del Nord-Est italiano, si estende a nord di Vicenza, a sud dell'altopiano di Asiago, in un territorio collinare dove al centro è situata, appunto, la cittadina di Breganze. La zona è quella racchiusa tra le Valli del fiume Astico e del fiume Brenta e comprende cittadine turistiche come Marostica e Bassano del Grappa.
La Doc raggruppa 15 tipologie di vini:
Rosso
Merlot
Cabernet
Cabernet Sauvignon
Pinot Nero
Marzemino
Bianco
Tai
Vespaiolo
Vespaiolo Spumante
Pinot Grigio
Pinot Bianco
Chardonnay
Sauvignon
Torcolato
Le Cantine di Breganze , presenti a Milano , nella sede Onav di Via Melzo 7, il 18 marzo 2013, sono state 10 e la degustazione dei vini è
stata accompagnata dall’assaggio di formaggio “Asiago” fresco DOP e di “Asiago “stagionato DOP e dal formaggio “Vezzena Pennar”.
In questa zona le viti sono coltivate sia nella fascia collinare, su terreni tufici ,vulcanici e morenici, sia nella zona pianeggiante, terra in cui le ere geologiche e la forza dei torrenti hanno accumulato ghiaia bianca.
I vigneti sono riparati grazie al clima mite, in quanto la zona è protetta a nord dall’altopiano di Asiago.
La DOC Breganze è nata nel 1968.
La resa massima di uva ammessa per la produzione dei vini "Breganze" Bianco e Rosso non deve essere superiore a quintali 140 per ettaro di vigneto in coltura specializzata, mentre per gli altri vini non deve essere superiore ai quintali 130 per ettaro di vigneto in coltura specializzata.
Il vitigno autoctono della zona è il Vespaiolo, localmente detto “Bresparolo”, il cui nome deriva dalle vespe,in dialetto locale “brespe”che assalgono gli acini di questa uva molto dolce.
Viene vinificato sia come bianco secco sia come spumante sia come l’ormai famosissimo Torcolato.

Il Bianco secco , chiamato Vespaiolo, è vino di color giallo paglierino con riflessi verdolini, ha un bouquet floreale e fruttato,dagli aromi di mela e di acacia e al gusto si mostra secco, asciutto, con una nota lievemente aromatica e con ottime sapidità e freschezza. Un vino elegante, raro,versatile per il suo corredo varietale fresco a acido, riconoscibile per le note minerali nette e gradevoli.
Si abbina al pesce, tipo baccalà alla vicentina, ai carpacci, alla trota e alle verdure al forno o grigliate e ai ripieni e tortini con erbette, asparagi e uova.
Anche quando viene spumantizzato, mantiene tutta la sua freschezza e la sua aromaticità.
Ma il fiore all’occhiello è inevitabilmente il famoso Torcolato, vino prodotto con uve tardive, solo i migliori grappoli, raccolti rigorosamente a mano e posti ad essiccare appesi o in cassette ben arieggiate per alcuni mesi. Ancora in uso oggi ma, soprattutto in passato, l’uso di mettere l’uva ad appassire in lunghi torciglioni in verticale, legati da spaghi, che lasciavano spazio tra un grappolo e l’altro per arieggiarla ed impedirne l’ammuffimento.
Si vendemmia, di solito, a gennaio o febbraio.
La fermentazione è lenta e il passaggio in legno pregiato è fase che esalta gli aromi.
La produzione è limitata , sia per la scarsa resa, sia per la produzione di tipo artigianale che questo vino richiede.
Il Torcolato è il vino passito che, in tutto e per tutto, è l’essenza di questo territorio.
La resa è molto bassa: da 100 chili di uva Vespaiola si ottengono tra i 25 ed i 30 litri di Torcolato, un nettare prezioso, quindi, prodotto in circa 100.000 bottiglie nei vari formati, che raccolgono e conservano i 50.000 litri di vino ottenuto,
Il Torcolato di Breganze ha il colore dell’oro,un bellissimo giallo dorato e brillante.
Al naso offre un bouquet intenso e ricco:miele, uva passa, spezie, vaniglia, legno, fichi secchi; in bocca è pieno e corposo con un perfetto
equilibrio tra acidi e zuccheri, è vellutato e sostenuto da una buona struttura.
Vino da meditazione, vino delle feste,delle grandi occasioni , da degustare in abbinamento a formaggi erborinati, a piatti a base di fegato d’oca ma anche a dolci secchi.
Se servito a temperatura di 14°/ 16° gradi, se ne apprezzano meglio profumi e caratteristiche degustative .
Nei tempi passati veniva somministrato alle puerpere, agli anemici, era, insomma, una risorsa naturale.
Altro fiore all’occhiello della Doc Breganze è la vinificazione ad alto livello di vitigni internazionali, soprattutto di uve da taglio bordolese, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot, vinificate con particolare cura e poi assemblate ed invecchhiate in legno.
Il risultato e’ la produzione di vini possenti, robusti e raffinati, di ottimo equilibrio e di grande fascino.
Uno per tutti il vino “Due Santi” dell’Azienda Zonta , vino molto ricco e profondo ottenuto con il 75% di Cabernet Sauvignon, il 15% di Cabernet Franc e il 10% di Merlot.
Per ottenere questo vino che si presenta di grande carattere e personalità, con un intenso profumo di frutti di bosco e di spezie, una grande eleganza ed una lunga persistenza, sono utilizzati 15 cloni diversi di Cabernet Franc e 5 cloni diversi di Cabernet Sauvignon, vinificati separatamente e affinati, sempre separatamente, in barrique di primo passaggio ed infine assemblati.
Un vino raro ed intenso di cui si conserva il ricordo e che è opportuno citare.
Ma tutte le aziende in esposizione hanno mostrato i loro “tesori”.
Le cantine di Breganze presenti a Milano sono state:
la Tenuta Bastia di Mario Saccardo (Breganze DOC Pinot Bianco Conventino 2012, Breganze DOC Marzemino 2009 e Breganze DOC Torcolato 2007),
Ca’ Biasi di Innocente Dalla Valle (Breganze DOC Vespaiolo 2012, Breganze DOC Merlot 2011 e Breganze DOC Torcolato 2009),
La Cantina Beato Bartolomeo da Breganze (Breganze DOC Vespaiolo Spumante Extra Dry, Breganze DOC Pinot Nero Savardo 2010 e Breganze DOC Torcolato Bosco Grande 2008),
Col Dovìgo (Breganze DOC Vespaiolo Spumante Extra Dry Perlena 2011, IGT Veneto Rosso Suam 2010 e Breganze DOC Torcolato 2007), Maculan (IGT Veneto Sauvignon Ferrata 2012, IGT Veneto Rosso Fratta 2009 e Breganze DOC Torcolato 2009),
Maculan (Ferrata IGT 2012,Fratta IGT 2009,Torcolato DOC 2009)
Firmino Miotti (Breganze DOC Vespaiolo 2012, Breganze DOC Rosso 2009 e Breganze DOC Torcolato 2005),
Vigneto Due Santi (Breganze DOC Sauvignon 2010, Breganze DOC Cabernet Due Santi 2009 e Breganze DOC Torcolato 2008),
Villa Angarano (Breganze DOC Vespaiolo 2011, Breganze DOC Rosso 2009 e Breganze DOC Torcolato 2008),
Villa Magna (Breganze DOC Vespaiolo 2011, Breganze DOC Cabernet 2010 e Breganze DOC Torcolato 2006),
Vitacchio cav. Guerrino (Breganze DOC Vespaiolo 2011, Breganze DOC Cabernet 2011 e Breganze DOC Torcolato 2007)

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domenica 11 novembre 2012
CARMIGNANO TERRITORIO DI VINO
Il primo esempio di Denominazione di Origine Controllata fu applicato proprio ai vini prodotti nella zona del Carmignano, almeno un secolo prima dell'Appellation d'origine francese.
Fu il Granduca Cosimo III de' Medici, nel 1716, ad intervenire con un bando per stabilire le norme che valorizzassero la qualita' del vino che veniva prodotto all' interno del territorio della sua riserva di caccia.
Cosimo III, in realtà, non fece che codificare una tradizione vinicola attiva gia' da secoli nel territorio di Montalbano perche' risalente al 1300, come sancisce una citazione del notaio Ser Lapo Mazzei circa l'acquisto di vino " Carmignano".
Il vino della zona colpi' molto il poeta-scienziato Francesco Redi , quando , nel suo "Bacco in Toscana" esalto' le qualita' del vino con queste parole:
“Se Giara io prendo in mano
di brillante Carmignano
così grato in sen mi piove,
ch'ambrosia e nettar non invidia a Giove”.
(Francesco Redi, “Bacco in Toscana”, 1685)
Sempre nel 1600 fu Caterina de' Medici ad importare dalla Francia il vitigno CABERNET ancor oggi chiamato "Uva Francesca".
La Denominazione di Origine Controllata venne riconosciuta al Carmignano nel 1975 e la Denominazione di Origine Controllata e Garantita nel 1994.
L'area di produzione dei vini del territorio e' molto stretta e comprende una superficie a vigneto di soli 160 ettari distribuita in fascia collinare tra i 250 e i 400 m.s.l.m.
Essa e' delimitata a sud dalla Valle dell’Arno, a nord ed a est dalla pianura alluvionale tra Firenze e Pistoia e ad ovest,nella zona del Montalbano,dai comuni di Carmignano e Poggio a Caiano in provincia di Prato.
In queste zone il terreno e' calcareo e ben drenato,numerose sono le giornate di sole anche se la ventilazione e la freschezza del clima sono costanti, anche in estate, per i venti provenienti dal vicino Appennino.
L’uvaggio del DOCG Carmignano prevede:
Sangiovese, almeno al 50%
Canaiolo Nero fino al 20%
Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon da soli o congiuntamente dal 10 al 20 %
Trebbiano Toscano, Canaiolo Bianco e Malvasia del Chianti fino ad un massimo del 10%
Le uve devono essere prodotte nei terreni collinari di Carmignano e Poggio a Caiano e la resa massima di uva per ettaro non deve superare le 8 tonnellate.
L'invecchiamento deve necessariamente avvenire in botti di rovere per almeno otto mesi,dodici mesi per la Riserva,normalmente col Sangiovese in botte grande ed il Cabernet in botte piccola oppure, in barrique,secondo una interpretazione piu' internazionale.
Oltre al Carmignano DOCG, nella zona di Prato, si producono:
Barco reale di Carmignano DOC
Rosato di Carmignano DOC chiamato Vin Ruspo
VinSanto di Carmignano DOC
Vin Santo di Carmignano Occhio di Pernice DOC
Caratteristiche organolettiche del Carmignano:
colore: rubino vivace, intenso, tendente al granato con l'invecchiamento.
bouquet affascinante, ampio ed intenso, con sentori di confettura di frutti rossi quali il lampone e la ciliegia, con sfumature amare di liquerizia e catrame.
In bocca denota complessità, vitalità ed equilibrio, eleganza e personalità.
Il denominatore comune,il vitigno Sangiovese, risulta sapientemente elaborato e con buoni risultati sia in produzioni più vicine ad un gusto internazionale che in produzioni che puntano più rigorosamente alle tipicità del vitigno.
La serata di degustazione all'Onav di Genova e' stata presentata e guidata da Realmo Cavalieri per il Consorzio di Promozione del Carmignano,vino antichissimo ma anche,in un certo senso, antesignano dei Super tuscan.
I vini in degustazione:
1) Carmignano Castelvecchio 2009 - Az.Castelvecchio:
Produzione di 11700 bottiglie annue
Uvaggio:Sangiovese (75%),Cabernet Sauvignon (10%),Canaiolo(10%),Merlot(5%)
Color rosso rubino brillante
Con bouquet di mora ,ribes,rosa appassita,spezie, cuoio e caffè
Buona acidita'e e vivace tannicita' che denotano ancora giovinezza.
Invecchiamento in botte grande per il Sangiovese e in botte piccola per il Cabernet per un anno, due anni per la Riserva.
Titolo alcolometrico 13,5 gradi.
2)Carmignano Villa Artimino 2009 - Fattoria di Artimino
Produzione di 30000 bottiglie annue
Uvaggio:Sangiovese,Canaiolo,Cabernet Sauvignon
Colore piu' intenso, aspetto meno trasparente
Frutti rossi e spezie con una nota dolce e morbida di legno
Più strutturato del precedente
Tannico e di lunga persistenza
Titolo alcolometrico 13,5gradi
3)Carmignano Allocco 2009 - Podere Allocco
Vigneti di piccola estensione, circa 2 ettari
Piu' evidenti i profumi di frutta matura
Si avverte la presenza del Syrah
Tannino morbido ed equilibrato
Sono state prodotte solo 1500 bottiglie e la maturazione e' avvenuta in barrique
Titolo alcolometrico 14 gradi
4)Carmignano Il Sassolo 2008 - Az. Il Sassolo
Produzione di 2000 bottiglie annue
Uvaggio:Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot
Uva prodotta in terreno sassoso su una protuberanza del Montalbano
Maturazione in barrique per due anni
Sapido e di buona acidità'
Tannini discreti e morbidi
Titolo alcolometrico 13,5 gradi
5)Carmignano Il Sasso 2009- Az. Piaggia
Produzione annua 25000
Uvaggio:Sangiovese(70%),Cabernet(20%),Merlot(10%)
Colore più compatto e più consistente.
Maturazione in barrique di rovere francese per 18 mesi
Ottimo vino, quasi armonico.
Titolo alcolometrico 16,5gradi
6)Carmignano di Villa Capezzana 2007 - Tenuta di Villa Capezzana
Uvaggio:Sangiovese(70%),Cabernet Sauvignon(20%),Merlot(10%)
Per questo vino la macerazione sulle bucce e' piu' lunga
Maturazione in barrique di rovere francese per 18 mesi
Affinamento in bottiglia per 12 mesi
In questo vino equilibrato ed armonico prevalgono i profumi del sangiovese.
Ottimo vino
In degustazione in abbinamento ai vini sono stati serviti prodotti tipici del territorio di Prato come la famosa Mortadella e la Finocchiona dell Az . Mannori.
Il pane toscano, rigorosamente senza sale,e' stato offerto alla degustazione con olio di produzione locale, l'olio extra vergine di Oliva della Az. Castelvecchio.
Fu il Granduca Cosimo III de' Medici, nel 1716, ad intervenire con un bando per stabilire le norme che valorizzassero la qualita' del vino che veniva prodotto all' interno del territorio della sua riserva di caccia.
Cosimo III, in realtà, non fece che codificare una tradizione vinicola attiva gia' da secoli nel territorio di Montalbano perche' risalente al 1300, come sancisce una citazione del notaio Ser Lapo Mazzei circa l'acquisto di vino " Carmignano".
Il vino della zona colpi' molto il poeta-scienziato Francesco Redi , quando , nel suo "Bacco in Toscana" esalto' le qualita' del vino con queste parole:
“Se Giara io prendo in mano
di brillante Carmignano
così grato in sen mi piove,
ch'ambrosia e nettar non invidia a Giove”.
(Francesco Redi, “Bacco in Toscana”, 1685)
Sempre nel 1600 fu Caterina de' Medici ad importare dalla Francia il vitigno CABERNET ancor oggi chiamato "Uva Francesca".
La Denominazione di Origine Controllata venne riconosciuta al Carmignano nel 1975 e la Denominazione di Origine Controllata e Garantita nel 1994.
L'area di produzione dei vini del territorio e' molto stretta e comprende una superficie a vigneto di soli 160 ettari distribuita in fascia collinare tra i 250 e i 400 m.s.l.m.
Essa e' delimitata a sud dalla Valle dell’Arno, a nord ed a est dalla pianura alluvionale tra Firenze e Pistoia e ad ovest,nella zona del Montalbano,dai comuni di Carmignano e Poggio a Caiano in provincia di Prato.
In queste zone il terreno e' calcareo e ben drenato,numerose sono le giornate di sole anche se la ventilazione e la freschezza del clima sono costanti, anche in estate, per i venti provenienti dal vicino Appennino.
L’uvaggio del DOCG Carmignano prevede:
Sangiovese, almeno al 50%
Canaiolo Nero fino al 20%
Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon da soli o congiuntamente dal 10 al 20 %
Trebbiano Toscano, Canaiolo Bianco e Malvasia del Chianti fino ad un massimo del 10%
Le uve devono essere prodotte nei terreni collinari di Carmignano e Poggio a Caiano e la resa massima di uva per ettaro non deve superare le 8 tonnellate.
L'invecchiamento deve necessariamente avvenire in botti di rovere per almeno otto mesi,dodici mesi per la Riserva,normalmente col Sangiovese in botte grande ed il Cabernet in botte piccola oppure, in barrique,secondo una interpretazione piu' internazionale.
Oltre al Carmignano DOCG, nella zona di Prato, si producono:
Barco reale di Carmignano DOC
Rosato di Carmignano DOC chiamato Vin Ruspo
VinSanto di Carmignano DOC
Vin Santo di Carmignano Occhio di Pernice DOC
Caratteristiche organolettiche del Carmignano:
colore: rubino vivace, intenso, tendente al granato con l'invecchiamento.
bouquet affascinante, ampio ed intenso, con sentori di confettura di frutti rossi quali il lampone e la ciliegia, con sfumature amare di liquerizia e catrame.
In bocca denota complessità, vitalità ed equilibrio, eleganza e personalità.
Il denominatore comune,il vitigno Sangiovese, risulta sapientemente elaborato e con buoni risultati sia in produzioni più vicine ad un gusto internazionale che in produzioni che puntano più rigorosamente alle tipicità del vitigno.
La serata di degustazione all'Onav di Genova e' stata presentata e guidata da Realmo Cavalieri per il Consorzio di Promozione del Carmignano,vino antichissimo ma anche,in un certo senso, antesignano dei Super tuscan.
I vini in degustazione:
1) Carmignano Castelvecchio 2009 - Az.Castelvecchio:
Produzione di 11700 bottiglie annue
Uvaggio:Sangiovese (75%),Cabernet Sauvignon (10%),Canaiolo(10%),Merlot(5%)
Color rosso rubino brillante
Con bouquet di mora ,ribes,rosa appassita,spezie, cuoio e caffè
Buona acidita'e e vivace tannicita' che denotano ancora giovinezza.
Invecchiamento in botte grande per il Sangiovese e in botte piccola per il Cabernet per un anno, due anni per la Riserva.
Titolo alcolometrico 13,5 gradi.
2)Carmignano Villa Artimino 2009 - Fattoria di Artimino
Produzione di 30000 bottiglie annue
Uvaggio:Sangiovese,Canaiolo,Cabernet Sauvignon
Colore piu' intenso, aspetto meno trasparente
Frutti rossi e spezie con una nota dolce e morbida di legno
Più strutturato del precedente
Tannico e di lunga persistenza
Titolo alcolometrico 13,5gradi
3)Carmignano Allocco 2009 - Podere Allocco
Vigneti di piccola estensione, circa 2 ettari
Piu' evidenti i profumi di frutta matura
Si avverte la presenza del Syrah
Tannino morbido ed equilibrato
Sono state prodotte solo 1500 bottiglie e la maturazione e' avvenuta in barrique
Titolo alcolometrico 14 gradi
4)Carmignano Il Sassolo 2008 - Az. Il Sassolo
Produzione di 2000 bottiglie annue
Uvaggio:Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot
Uva prodotta in terreno sassoso su una protuberanza del Montalbano
Maturazione in barrique per due anni
Sapido e di buona acidità'
Tannini discreti e morbidi
Titolo alcolometrico 13,5 gradi
5)Carmignano Il Sasso 2009- Az. Piaggia
Produzione annua 25000
Uvaggio:Sangiovese(70%),Cabernet(20%),Merlot(10%)
Colore più compatto e più consistente.
Maturazione in barrique di rovere francese per 18 mesi
Ottimo vino, quasi armonico.
Titolo alcolometrico 16,5gradi
6)Carmignano di Villa Capezzana 2007 - Tenuta di Villa Capezzana
Uvaggio:Sangiovese(70%),Cabernet Sauvignon(20%),Merlot(10%)
Per questo vino la macerazione sulle bucce e' piu' lunga
Maturazione in barrique di rovere francese per 18 mesi
Affinamento in bottiglia per 12 mesi
In questo vino equilibrato ed armonico prevalgono i profumi del sangiovese.
Ottimo vino
In degustazione in abbinamento ai vini sono stati serviti prodotti tipici del territorio di Prato come la famosa Mortadella e la Finocchiona dell Az . Mannori.
Il pane toscano, rigorosamente senza sale,e' stato offerto alla degustazione con olio di produzione locale, l'olio extra vergine di Oliva della Az. Castelvecchio.
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sabato 22 settembre 2012
I Colli Euganei :una Doc vulcanica
I Colli Euganei, situati a sud ovest della provincia di Padova, sono colline di origine vulcanica con terreni ricchi e di varia caratteristica geologica, che hanno offerto l’opportunità ai coltivatori locali di sperimentare diverse varietà di vite e di scegliere quelle che possono esprimere meglio il carattere della zona.
La sperimentazione è avvenuta prima in modo empirico e, in seguito,attraverso l’utilizzazione di strumenti scientifici quali mappe geologiche, analisi fogliari delle viti ed analisi dei vini prodotti. Tale processo di zonazione del terreno ha offerto la possibilità di valorizzarne i vari crù.
Nei Colli Euganei sono presenti rocce sedimentarie marine di età compresa tra i trentacinque e i centocinquanta milioni di anni e cioè tra i periodi Giurassico superiore e Oligocene. La struttura fondamentale del terreno è formata da rocce magmatiche effusive legate ai cicli eruttivi e la loro fase costitutiva è legata a rocce che si erano formate dal fondo dell’antico mare euganeo.
Quella dei Colli Euganei è stata infatti zona di mare aperto fino al periodo Oligocene.
Proprio per la profondità del mare euganeo e in genere delle acque che ricoprivano l’Italia,la presenza di animali marini caratteristici del mare aperto è stata molto abbondante.
Per quanto riguarda il paesaggio e l’ambiente,quindi, questo può essere paragonato alle attuali zone tropicali, ricche di barriere coralline.
Nel 1989 venne istituito il Parco Regionale dei Colli Euganei, per identificare e tutelare un’area di grande interesse geomorfico, naturalistico e storico-paesaggistico,caratterizzata da colli di origine vulcanica formatisi circa 35 milioni di anni fa.
Proprio la consapevolezza delle proprie origini e delle proprie caratteristiche ha potenziato il riconoscimento della vocazione vitivinicola euganea.
In origine terra di Moscati, dell’autoctono Serprino e di vini rossi a base Merlot e Cabernet, ha poi raggiunto un elevato livello qualitativo nella produzione vinicola, grazie all’impegno delle varie aziende , nelle più svariate tipologie di produzione.
Tra i prodotti vinicoli più rilevanti e caratteristici, il frizzante Serprino, ottenuto dall’omonimo vitigno autoctono e caratterizzato da un bel colore paglierino e da un profumo fresco e delicato con nette sensazioni di fruttato, ottimo come aperitivo .
Altro prodotto di particolare originalità , che meglio identifica i Colli Euganei è il Fior d’ Arancio Spumante, ottimo con i dolci per la sua piacevolezza.
Da citare anche le interpretazioni date dai viticultori dei Colli Euganei dei vitigni Merlot e Cabernet, sia in purezza che in uvaggio, prodotti ad ottimi livelli di qualità.
L’azienda Filo delle Vigne ha proposto in degustazione tre prodotti di diversa tipologia :
Borgo delle Casette
70%sauvignon
30% cabernet franc 14° titolo alcolometrico
Invecchiato in barrique piccola per 24 mesi, al naso dona profumi fruttati e speziati, al palato risulta armonico ed equilibrato.
Canto delle Fate
50% chardonnay
50% riesling , tokay, moscato
Profumato e fresco,consistente e ricco.
L’azienda Vigne al Colle ha proposto:
Serprino Colli Euganei 2009
Profumato, frizzante ottenuto con metodo charmat
Passo delle Streghe
60% sauvignon
Il Fior d’Arancio è uno dei rarissimi moscati gialli italiani, indiscusso portabandiera dei Colli Euganei e recente DOCG
Propone aromi agrumati, mielati, sentori di fichi secchi e frutta candita.
Fresco ed aromatico, abbinabile a pandolci e panettoni.
La sperimentazione è avvenuta prima in modo empirico e, in seguito,attraverso l’utilizzazione di strumenti scientifici quali mappe geologiche, analisi fogliari delle viti ed analisi dei vini prodotti. Tale processo di zonazione del terreno ha offerto la possibilità di valorizzarne i vari crù.
Nei Colli Euganei sono presenti rocce sedimentarie marine di età compresa tra i trentacinque e i centocinquanta milioni di anni e cioè tra i periodi Giurassico superiore e Oligocene. La struttura fondamentale del terreno è formata da rocce magmatiche effusive legate ai cicli eruttivi e la loro fase costitutiva è legata a rocce che si erano formate dal fondo dell’antico mare euganeo.
Quella dei Colli Euganei è stata infatti zona di mare aperto fino al periodo Oligocene.
Proprio per la profondità del mare euganeo e in genere delle acque che ricoprivano l’Italia,la presenza di animali marini caratteristici del mare aperto è stata molto abbondante.
Per quanto riguarda il paesaggio e l’ambiente,quindi, questo può essere paragonato alle attuali zone tropicali, ricche di barriere coralline.
Nel 1989 venne istituito il Parco Regionale dei Colli Euganei, per identificare e tutelare un’area di grande interesse geomorfico, naturalistico e storico-paesaggistico,caratterizzata da colli di origine vulcanica formatisi circa 35 milioni di anni fa.
Proprio la consapevolezza delle proprie origini e delle proprie caratteristiche ha potenziato il riconoscimento della vocazione vitivinicola euganea.
In origine terra di Moscati, dell’autoctono Serprino e di vini rossi a base Merlot e Cabernet, ha poi raggiunto un elevato livello qualitativo nella produzione vinicola, grazie all’impegno delle varie aziende , nelle più svariate tipologie di produzione.
Tra i prodotti vinicoli più rilevanti e caratteristici, il frizzante Serprino, ottenuto dall’omonimo vitigno autoctono e caratterizzato da un bel colore paglierino e da un profumo fresco e delicato con nette sensazioni di fruttato, ottimo come aperitivo .
Altro prodotto di particolare originalità , che meglio identifica i Colli Euganei è il Fior d’ Arancio Spumante, ottimo con i dolci per la sua piacevolezza.
Da citare anche le interpretazioni date dai viticultori dei Colli Euganei dei vitigni Merlot e Cabernet, sia in purezza che in uvaggio, prodotti ad ottimi livelli di qualità.
L’azienda Filo delle Vigne ha proposto in degustazione tre prodotti di diversa tipologia :
Borgo delle Casette
70%sauvignon
30% cabernet franc 14° titolo alcolometrico
Invecchiato in barrique piccola per 24 mesi, al naso dona profumi fruttati e speziati, al palato risulta armonico ed equilibrato.
Canto delle Fate
50% chardonnay
50% riesling , tokay, moscato
Profumato e fresco,consistente e ricco.
L’azienda Vigne al Colle ha proposto:
Serprino Colli Euganei 2009
Profumato, frizzante ottenuto con metodo charmat
Passo delle Streghe
60% sauvignon
Il Fior d’Arancio è uno dei rarissimi moscati gialli italiani, indiscusso portabandiera dei Colli Euganei e recente DOCG
Propone aromi agrumati, mielati, sentori di fichi secchi e frutta candita.
Fresco ed aromatico, abbinabile a pandolci e panettoni.
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