Blog di interesse enologico, con degustazioni e note di viaggi alla ricerca di aziende vinicole ed approfondimento su vitigni e terroir, caratteristiche ambientali e pedoclimatiche.
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giovedì 18 settembre 2014
Il Vermentino, vitigno che ama il mare
“Il Vermentino è il vitigno prediletto….….La sua fecondità, la precocità e la dolcezza della sua uva e le qualità del vino che produce formano un insieme di pregi difficili a trovarsi riuniti in un altro vitigno ”
(da G. Gallesio)
Negli ultimi anni il Vermentino, vitigno autoctono italiano, ha visto una crescente diffusione in Italia dove è coltivato nelle zone costiere in quanto è, per natura, un vitigno che “ sente il mare”.
Lo ritroviamo, infatti, nei vigneti litoranei della Liguria e della Toscana, nelle isole Sardegna e Corsica e nel Midi francese. Fa eccezione la zona del Roero, in Piemonte, dove assume il nome di Favorita in luoghi che si differenziano nettamente per clima e terroir.
Il Vermentino ha di recente attirato anche l’interesse dei viticoltori di altre regioni italiane ed è infatti risultato idoneo, dopo accertamenti ampelografici, a ben 10 regioni: Liguria, Piemonte, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Puglia, Sicilia e Sardegna.
La sua coltivazione è destinata a crescere.
Questo vitigno autoctono, di grande personalità olfattiva e gustativa, compare in ben 55 Doc italiane, oltre che nella DOCG Vermentino di Gallura e quindi si qualifica come un vitigno di grande rilievo attuale ma anche con rilevanti prospettive per il progresso e l’ampliamento del suo terreno coltivabile in Italia.
STORIA
Secondo il prof. Mario Fregoni, titolare della Cattedra di Viticoltura dell’Università Cattolica di Piacenza, le dimensioni consistenti del grappolo e dell'acino porterebbero a pensare che il Vermentino sia originario del Medio Oriente e che, partito dall'Anatolia, avrebbe raggiunto le coste turche e da qui, successivamente, si sarebbe diffuso nelle coste del Mar Egeo.
I Greci poi lo avrebbero portato a Marsiglia da dove, per opera dei Liguri, grandi navigatori, avrebbe raggiunto il sud della Francia e la costa ligure spingendosi poi nell’entroterra piemontese e nella zona tirrenica, in Corsica e in Sardegna.
Altra ipotesi che si contrappone a questa e' quella di ampelografi come Puillat e Carlone, secondo i quali il Vermentino sarebbe originario della Spagna da dove nel XIV secolo sarebbe giunto in Corsica e da qui, tra il XV e il XVIII secolo, avrebbe raggiunto Liguria Toscana e Sardegna.
Ma contro questa ipotesi sussiste il fatto che in Spagna il Vermentino non esiste.
Lungo i suoi spostamenti il Vermentino ha assunto nomi diversi tipo Pigato in Liguria e Favorita in Piemonte ma si tratta sempre di varietà di una unica famiglia.
Comunque, quello che importa, è il fatto che sia indiscutibile il suo legame con il bacino del Mediterraneo.
Citato da Plinio come vino di Luni che si pensava si estendesse anche alle Cinque Terre, definito come vino ligure da Andrea Bacci nel 1596, Gallesio nella “Pomona italiana” lo definì “vitigno prediletto del Genovesato”, quello che godeva reputazione più estesa tra le varietà che si coltivano da Ventimiglia a Sarzana.
Giorgio Gallesio, conte e agronomo, pubblicò la sua opera a Pisa nel 1834.
Egli ipotizzava, inoltre, che la famosa Vernaccia di Corniglia di cui parla il Boccaccio in una novella, fosse proprio prodotta con uve Vermentino e che nel paese di Corniglia fosse conosciuta col nome di “Picabon”.
Abbiamo poi la testimonianza di Pinuccia Simbula che afferma che, già in epoca medievale, il Vermentino era una delle qualità più diffuse in Sardegna.
Altra notizia interessante anche se un po’ leggendaria sulla diffusione del vitigno riguarda la sua presenza in Ungheria, portato dalla principessa di Napoli che conduceva appunto in dote 300 tipi di vite italiana quando andò in sposa al principe ungherese Battha’nti A’da’m nel 1643.
Qui la varietà più diffusa ancor oggi è il Furmint che compare nella regione del Tokay. Nel 2004 presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, in seguito all’analisi del DNA dei due vitigni, Vermentino e Furmint, è stata riscontrata una parentela di primo grado tra essi che, peraltro, presentano anche somiglianze nella forma delle foglie e dei grappoli.
Quindi l’origine spagnola del Vermentino non risulta probabile mentre è molto più logica la tesi sulla provenienza medio-oriantale del vitigno ipotizzata dal professore Mario Fregoni.
La diffusione nel Mediterraneo fu poi opera dei Greci e dei Liguri.
Il Vermentino, ampelograficamente varietà idonea in tutte le province della Sardegna, della Liguria e della Toscana, si adatta a zone costiere calde e un pò aride e quindi anche a sud potrebbe trovare un ottimo terreno di crescita; infatti, anche se in piccola quantità, è presente anche in Sicilia.
Si è diffuso principalmente in litorali mediterranei in Francia e in Italia assecondando fattori geologici e climatici.
In Italia sono 4000 gli ettari di Vermentino coltivati in tutto di cui 75% in Sardegna, 15% in Toscana, 6% in Liguria 2% in Piemonte.
In Corsica e in Francia è coltivato su 850 ettari di cui l’80% sono in Corsica dove prende il nome di Rolle.
La Corsica, in particolare, ha le caratteristiche pedoclimatiche migliori per il vitigno che è, infatti, la principale varietà di tutte le AOC che prevedono tipologie bianche e dove permette una superba prova di vinificazione.
In Sardegna, il Vermentino di Gallura è stata ed è la prima e, per ora unica, DOCG isolana. La varietà giunse probabilmente dalla Corsica nel 1800 e si diffuse soprattutto in Gallura per povertà del terreno costituito da detriti granitici.
Oggi è la seconda uva bianca dopo il Nuragus e sono davvero ottimi i Vermentini coltivati oltre i 500 metri.
In Piemonte viene coltivato a Cuneo, Asti e Alessandria prende il nome di Favorita. Cresce nel Roero, terra a sinistra del fiume Tanaro dove, a destra, ci sono le Langhe, nelle province di Asti, Cuneo e Torino.
Per quanto riguarda la Liguria, Gallesio lo aveva definito il vitigno prediletto dal Genovesato dove era indicato anche come Pigato o Vernaccia. Ancora oggi nella regione è la varietà più importante e si adatta bene alla terra ligure al punto da essere coltivato in tutte e quattro le province. Si stima sui 250 ettari.
A Genova è diffuso in zone di non grande estensione, prevalentemente in collina, nella Val Polcevera, Coronata, Nè, Casarza, Moneglia e Santa Margherita.
In Toscana lo ritroviamo prevalentemente nelle province di Massa, Lucca e Grosseto ma anche a Pisa e Livorno luoghi in cui variano i parametri climatici ma anche le caratteristiche pedologiche.
A Massa, nei Colli Apuani, vi sono arenarie, alberesi e terreni scistosi; è zona acida con poco calcare.
A Lucca, Pisa, Pistoia e Livorno i terreni sono argillosi e limosi con depositi marini che sono prevalentemente acidi.
I terreni del Grossetano sono invece alluvionali e limosi.
Il vitigno si adatta a tutte le situazioni.
Oltre che in Toscana, Liguria, Piemonte e Sardegna, il Vermentino è presente nelle Marche, in Abruzzo, nel Lazio, in Umbria e in Sicilia e Puglia.
AMPELOGRAFIA
Il Vermentino ha tanti nomi, Piccabon nelle Cinque Terre, Rolle nel territorio di Nizza, Verlantin nella zona di Antibes in Francia, Malvoisie a gros grains nelle Francia meridionale, Favorita e Pigato nel Piemonte e nel Ponente ligure.
Certo è, che, col passare del tempo, il Vermentino si è diffuso dalla Liguria alle zone più meridionali come le zone collinari delle Alpi Apuane in provincia di Massa Carrara dove si è ben acclimatato e nelle aree della litoranea Toscana come la Maremma grossetana e quella livornese e poi nell' isola d'Elba, finendo per acquisire caratteristiche varietali che lo hanno reso un vitigno per ogni zona diverso sia da quello ligure che da quello sardo.
Oggi il Vermentino viene considerato simile alla Favorita e al Pigato, vitigni dell'area nord occidentale, tra la Liguria e il Piemonte, ma una recente ricerca del CNR di Torino ha dimostrato che appartengono ad una unica varietà-popolazione cioè che sono cloni diversi di un'unica varietà.
Ha foglia medio grande, pentagonale, verde scuro il lembo superiore, più chiaro quello inferiore,il grappolo e'medio, cilindrico, mediamente spargolo, l'acino medio-grosso, sferoidale, di colore giallo verdastro o giallo ambrato, con polpa succosa di sapore neutro. Possiede un aroma caratteristico, pur se cangiante con l’ambiente di coltivazione; si adatta tuttavia con grande ecletticità a diverse situazioni climatiche ed ambientali, fornendo con regolarità produzioni di ottimo pregio. In genere riesce a conservare un buon patrimonio aromatico abbinato ad una adeguata acidità fino alla maturazione piena.
(Cit. da
Mario e Costanza Fregoni Pier Paolo Lorieri e Matteo Marenghi
Vermentino, vitigno che sente il mare
ed. Bandecchi e Vivaldi )
A Milano, organizzato da Onav, l’11 settembre 2014, si è tenuto un Banco di Assaggio solo di Vermentino di varia provenienza, dalla Francia, dalla Sardegna, dalla Corsica, dalla Liguria, dalla Toscana.
Tutti ottimi vini, da mettere in particolare rilievo:
Domaine Vico 2013 Appellation d’origine protegèe Corse
Domaine D’Alzipratu, Flume Seccu blanc 2013,
Appellation Corse Calvi Controllèe
Clos Santini Haut Vigne 2013, Appellation d’Origine Protegèe Patrimonio
mercoledì 21 maggio 2014
VINI E VITIGNI DELL'ISOLA D'ELBA
La storia e la fortuna dell’isola d’Elba è sempre stata determinata da due fattori: la posizione strategica e la ricchezza dei minerali del sottosuolo, caratteristiche per le quali è stata terra di conquista da parte delle varie potenze affacciate sul Mediterraneo. Già gli Etruschi sfruttarono i suoi ricchi giacimenti minerari così come coltivarono la vite e, in seguito, fecero così anche i Romani.Quale dei popoli nella storia dell'Isola d’ Elba vi abbia introdotto il vino e l'Aleatico, non si sa, ma già ai tempi di Roma Plinio la descriveva come "insula vini ferax", e le anfore, alcune ancora piene di vino dell'Elba, rinvenute in buon numero lungo le coste testimoniavano un attivo commercio. Anche Napoleone, al suo ritorno a Parigi, prima di Waterloo, ricordando il suo regno elbano, ebbe a dire: "Gli abitanti dell'Elba sono forti e sani perchè il vino della loro isola dona forza e salute".Oggi nell’intero territorio dell’Isola si sta verificando una rinascita della vitivinicoltura soprattutto per la produzione di bianchi, passiti e moscati. La riqualificazione del settore, dovuta alle aziende vinicole orientate verso una produzione di qualità e riunite per la maggior parte in un Consorzio di tutela del vino dell'Elba è stata anche una conseguenza dell’aver saputo valorizzare al massimo sia il terroir che il microclima isolano. Il suolo ferroso, con scisti, galestri e manganese e l’ enorme ricchezza di falde metallifere, il vento che salvaguarda la vite da malattie, gli aromi salini e mediterranei uniti insieme a una rinnovata ed attenta capacità di tecniche di vinificazione hanno dato i loro frutti e si sono manifestate nei migliori vini che l’isola d’Elba oggi produce.
VITIGNI
ANSONICA
I vitigni sono numerosi ma caratteristica è l’Ansonica che offre le sensazioni più complete del microclima dell’isola.
L’Ansonica o Inzolia è un vitigno di origine greca arrivato in Sicilia per poi raggiungere le coste della Toscana, l’isola d’Elba e l’isola del Giglio nel XVI secolo e produce un’uva che, nonostante cresca in clima caldo,riesce a mantenere un buon livello di acidità e di freschezza. Produce un vino di color giallo paglierino, con profumo intenso e fruttato, note erbacee e una leggera vena aromatica.
PROCANICO
Altro vitigno importante dell’isola è il Procanico , vitigno ormai raro e vinificato da pochissime aziende, per lo più al confine fra Toscana Umbria e Lazio. Geneticamente identico al Trebbiano toscano, si differenzia però da quest’ultimo per le caratteristiche morfologiche della foglia e del grappolo ma, soprattutto, per la maggiore intensità di sentori vegetali e aromi balsamici.
VERMENTINO SANGIOVESE ALEATICO
Vitigno che qui trova terra di elezione è il Vermentino e, tra i rossi, il Sangiovese, come nella vicina terraferma toscana, ma un rilievo particolare merita l’Aleatico, di origine greca e diffuso in molte zone della penisola ma nell’isola d’Elba in sintonia particolare con l’ambiente pedoclimatico, tanto da essere anche definito Aleatico di Portoferraio ; produce uva di colore blu-vermiglio con acini molto pruinosi e vini dolci, potenti e alcolici.
La MALVASIA BIANCA e la MALVASIA NERA sono, inoltre, presenti in tutta l’isola.
Le principali tipologie di vini dell’isola d’Elba sono le seguenti:
ELBA BIANCO DOC
Si ricava da uve Procanico per almeno il 50%, Ansonica e Vermentino, da soli o congiuntamente fino ad un massimo del 50%. Altre uve a bacca bianca sono utilizzate fino ad un massimo del 20%. Il vino ha un colore paglierino profumo vinoso e delicato.
Gradazione alcolica minima: 11°
Abbinamento gastronomico: antipasti e primi piatti di pesce con salse bianche, pesci al vapore.
Temperatura di servizio: 8-10°
ELBA ANSONICA
Si ricava da uve Ansonica bianca per almeno l'85%, più altri vitigni a bacca autorizzati. Ha colore paglierino più o meno carico fino a raggiungere il dorato a seconda della maturazione.. Odore intenso e caratteristico, sapore da secco ad amabile,vegetale e lievemente aromatico, molto armonico.Gradazione alcolica minima: 11.5°
Abbinamento gastronomico: scampi, gamberoni e crostacei in genere per la versione secca.
Temperatura di servizio: 10-12°
ELBA ROSSO DOC
Si ricava da uve Sangiovese per almeno il 60% altre uve autorizzate per un massimo del 40% se rosse e 10% se bianche. Il vino ha colore rosso rubino, odore vinoso e fruttato, sapore asciutto. Gradazione alcolica minima: 11.5°
Abbinamento gastronomico: Primi piatti con salse rosse, zuppe di pesce, carni alla brace.
ELBA ROSSO RISERVA
Si ricava dalle stesse uve del Rosso, ma con un invecchiamento non inferiore a 24 mesi, di cui almeno 12 in legno e 6 in bottiglia. Ha colore rosso rubino intenso tendente al granato, odore intenso di frutta rossa e spezie. Sapore secco pieno armonico.
Gradazione alcolica minima: 12.5°
Abbinamento gastronomico: arrosti di carni rosse, cacciagione, formaggi stagionati.
ELBA ROSATO
Si ricava dalle stesse uve del Rosso. Ha colore rosato più o meno intenso, odore vinoso, fresco, sapore asciutto.
Gradazione alcolica minima: 11°
Abbinamento gastronomico: antipasti di mare con salsa, minestre sia in brodo sia asciutte con salse rosse, omelettes e soufflé di verdure.
ELBA ALEATICO DOCG
Si ricava dalle uve aleatico al 100% particolarmente selezionate e sottoposte ad appassimento all'aria. Ha colore rubino intenso e cupo, odore intenso di confetture di frutta rossa, sapore dall'amabile al dolce, ricco di corpo, sapido e armonico.
Gradazione alcolica totale minima: 16° di cui almeno 13° svolti.
L'abbinamento gastronomico ottimale per l'aleatico dell'elba è il dolce tipico elbano: la "schiaccia briaca", un dolce secco a base di frutta secca, nel cui composto c'e' anche l'aleatico. E' ottimale anche con crostate di frutta e preparazioni a base di crema e frutti di bosco.Dalla vendemmia 2011 in poi l’Aleatico Passito dell’Elba si è fregiato della Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG).
ELBA MOSCATO
E' prodotto con uva moscato 100%, particolarmente selezionate e sottoposte ad appassimento all'aria. Ha colore giallo paglierino intenso, a volte ambrato, profumo caratteristico dell'uva moscato, sapore da amabile a dolce,risulta in bocca morbido e vellutato.
Gradazione alcolica totale minima: 16° di cui almeno 13° svolti.
Abbinamento gastronomico: crostate di frutta. Vino da meditazione, accompagna bene preparazioni di pasticceria da forno e biscotti.
Temperatura di servizio: 12-14°LE CANTINE:
Cantina Sapereta ,Tenuta Acquabona, Fattoria delle Ripalte, Azienda Mola, La Fazenda, Cantina Mazzari,Azienda Cecilia, Azienda Arrighi, Tenuta Le Sughere, Azienda La Chiusa.Sparse in tutto il territorio dell’isola costituiscono le tappe della Strada del vino con vigneti spesso in posizioni suggestive e hanno dato luogo ad una vera e propria rinascita della vitivinicoltura. I passiti sono oggi la punta di diamante della produzione dell’Isola: l’aleatico è uno dei pochi passiti da meditazione, adatto ad abbinamenti più complessi come quello con il cioccolato. Il moscato è il bianco dolce più diffuso, mentre l’ansonica passita è un vino che offre le sensazioni più affascinanti del microclima isolano.Splendidi i vini bianchi, dal vermentino al procanico,buoni i rosati, fino ai rossi, soprattutto a base di sangiovese. Da provare è anche il syrah, di recente introduzione e che sta offrendo eccellenti risultati.
VITIGNI
ANSONICA
I vitigni sono numerosi ma caratteristica è l’Ansonica che offre le sensazioni più complete del microclima dell’isola.
L’Ansonica o Inzolia è un vitigno di origine greca arrivato in Sicilia per poi raggiungere le coste della Toscana, l’isola d’Elba e l’isola del Giglio nel XVI secolo e produce un’uva che, nonostante cresca in clima caldo,riesce a mantenere un buon livello di acidità e di freschezza. Produce un vino di color giallo paglierino, con profumo intenso e fruttato, note erbacee e una leggera vena aromatica.
PROCANICO
Altro vitigno importante dell’isola è il Procanico , vitigno ormai raro e vinificato da pochissime aziende, per lo più al confine fra Toscana Umbria e Lazio. Geneticamente identico al Trebbiano toscano, si differenzia però da quest’ultimo per le caratteristiche morfologiche della foglia e del grappolo ma, soprattutto, per la maggiore intensità di sentori vegetali e aromi balsamici.
VERMENTINO SANGIOVESE ALEATICO
Vitigno che qui trova terra di elezione è il Vermentino e, tra i rossi, il Sangiovese, come nella vicina terraferma toscana, ma un rilievo particolare merita l’Aleatico, di origine greca e diffuso in molte zone della penisola ma nell’isola d’Elba in sintonia particolare con l’ambiente pedoclimatico, tanto da essere anche definito Aleatico di Portoferraio ; produce uva di colore blu-vermiglio con acini molto pruinosi e vini dolci, potenti e alcolici.
La MALVASIA BIANCA e la MALVASIA NERA sono, inoltre, presenti in tutta l’isola.
Le principali tipologie di vini dell’isola d’Elba sono le seguenti:
ELBA BIANCO DOC
Si ricava da uve Procanico per almeno il 50%, Ansonica e Vermentino, da soli o congiuntamente fino ad un massimo del 50%. Altre uve a bacca bianca sono utilizzate fino ad un massimo del 20%. Il vino ha un colore paglierino profumo vinoso e delicato.
Gradazione alcolica minima: 11°
Abbinamento gastronomico: antipasti e primi piatti di pesce con salse bianche, pesci al vapore.
Temperatura di servizio: 8-10°
ELBA ANSONICA
Si ricava da uve Ansonica bianca per almeno l'85%, più altri vitigni a bacca autorizzati. Ha colore paglierino più o meno carico fino a raggiungere il dorato a seconda della maturazione.. Odore intenso e caratteristico, sapore da secco ad amabile,vegetale e lievemente aromatico, molto armonico.Gradazione alcolica minima: 11.5°
Abbinamento gastronomico: scampi, gamberoni e crostacei in genere per la versione secca.
Temperatura di servizio: 10-12°
ELBA ROSSO DOC
Si ricava da uve Sangiovese per almeno il 60% altre uve autorizzate per un massimo del 40% se rosse e 10% se bianche. Il vino ha colore rosso rubino, odore vinoso e fruttato, sapore asciutto. Gradazione alcolica minima: 11.5°
Abbinamento gastronomico: Primi piatti con salse rosse, zuppe di pesce, carni alla brace.
ELBA ROSSO RISERVA
Si ricava dalle stesse uve del Rosso, ma con un invecchiamento non inferiore a 24 mesi, di cui almeno 12 in legno e 6 in bottiglia. Ha colore rosso rubino intenso tendente al granato, odore intenso di frutta rossa e spezie. Sapore secco pieno armonico.
Gradazione alcolica minima: 12.5°
Abbinamento gastronomico: arrosti di carni rosse, cacciagione, formaggi stagionati.
ELBA ROSATO
Si ricava dalle stesse uve del Rosso. Ha colore rosato più o meno intenso, odore vinoso, fresco, sapore asciutto.
Gradazione alcolica minima: 11°
Abbinamento gastronomico: antipasti di mare con salsa, minestre sia in brodo sia asciutte con salse rosse, omelettes e soufflé di verdure.
ELBA ALEATICO DOCG
Si ricava dalle uve aleatico al 100% particolarmente selezionate e sottoposte ad appassimento all'aria. Ha colore rubino intenso e cupo, odore intenso di confetture di frutta rossa, sapore dall'amabile al dolce, ricco di corpo, sapido e armonico.
Gradazione alcolica totale minima: 16° di cui almeno 13° svolti.
L'abbinamento gastronomico ottimale per l'aleatico dell'elba è il dolce tipico elbano: la "schiaccia briaca", un dolce secco a base di frutta secca, nel cui composto c'e' anche l'aleatico. E' ottimale anche con crostate di frutta e preparazioni a base di crema e frutti di bosco.Dalla vendemmia 2011 in poi l’Aleatico Passito dell’Elba si è fregiato della Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG).
ELBA MOSCATO
E' prodotto con uva moscato 100%, particolarmente selezionate e sottoposte ad appassimento all'aria. Ha colore giallo paglierino intenso, a volte ambrato, profumo caratteristico dell'uva moscato, sapore da amabile a dolce,risulta in bocca morbido e vellutato.
Gradazione alcolica totale minima: 16° di cui almeno 13° svolti.
Abbinamento gastronomico: crostate di frutta. Vino da meditazione, accompagna bene preparazioni di pasticceria da forno e biscotti.
Temperatura di servizio: 12-14°LE CANTINE:
Cantina Sapereta ,Tenuta Acquabona, Fattoria delle Ripalte, Azienda Mola, La Fazenda, Cantina Mazzari,Azienda Cecilia, Azienda Arrighi, Tenuta Le Sughere, Azienda La Chiusa.Sparse in tutto il territorio dell’isola costituiscono le tappe della Strada del vino con vigneti spesso in posizioni suggestive e hanno dato luogo ad una vera e propria rinascita della vitivinicoltura. I passiti sono oggi la punta di diamante della produzione dell’Isola: l’aleatico è uno dei pochi passiti da meditazione, adatto ad abbinamenti più complessi come quello con il cioccolato. Il moscato è il bianco dolce più diffuso, mentre l’ansonica passita è un vino che offre le sensazioni più affascinanti del microclima isolano.Splendidi i vini bianchi, dal vermentino al procanico,buoni i rosati, fino ai rossi, soprattutto a base di sangiovese. Da provare è anche il syrah, di recente introduzione e che sta offrendo eccellenti risultati.
venerdì 13 luglio 2012
Pigato, sapore di Liguria
Un eccezionale Pigato che merita di essere elogiato e' quello prodotto da Enrico Dario, nella sua azienda di Bastia di Albenga con uve coltivate nella regione "Marixe", conosciuta come la "Baia dei profumi".
Questo vino,di un bel colore brillante,giallo paglierino con riflessi dorati, ha in effetti un bouquet eccezionale:ricco, intenso, floreale e fruttato,richiama i profumi estivi di macchia mediterranea,il profumo della pesca e quello della ginestra,il sentore della salvia e del rosmarino ed il sottobosco in genere di una regione montuosa ed arricchita dalla salsedine marina.
Qui il clima e' caldo e buona e' l'esposizione ed anche il sapore del Pigato di Dario Enrico lo manifesta: ricco ed intenso,ma , al tempo stesso equilibrato,con sapore di frutti maturi e con lunga persistenza finalearricchita da nota mandorlata e lievemente balsamica.
Vino adattissimo a tutto pasto per la cucina ligure: pesto e lasagne,pansoti e sugo di noci,coniglio alla ligure,frittate alle erbe,pesce e carni bianche.
La lavorazione segue il metodo biologico e l'Azienda e' a gestione familiare,con produzione limitata ma che ha all'attivo premi e riconoscimenti.
Il prezzo in cantina e' eccezionale come il vino :6 euro
Una piccola sintesi di sapori di Liguria contenuta in un bicchiere.
L'azienda produttrice è:
Azienda Enrico Dario
via Massari 4
Bastia di Albenga
Savona
tel 0182 20548
Questo vino,di un bel colore brillante,giallo paglierino con riflessi dorati, ha in effetti un bouquet eccezionale:ricco, intenso, floreale e fruttato,richiama i profumi estivi di macchia mediterranea,il profumo della pesca e quello della ginestra,il sentore della salvia e del rosmarino ed il sottobosco in genere di una regione montuosa ed arricchita dalla salsedine marina.
Qui il clima e' caldo e buona e' l'esposizione ed anche il sapore del Pigato di Dario Enrico lo manifesta: ricco ed intenso,ma , al tempo stesso equilibrato,con sapore di frutti maturi e con lunga persistenza finalearricchita da nota mandorlata e lievemente balsamica.
Vino adattissimo a tutto pasto per la cucina ligure: pesto e lasagne,pansoti e sugo di noci,coniglio alla ligure,frittate alle erbe,pesce e carni bianche.
La lavorazione segue il metodo biologico e l'Azienda e' a gestione familiare,con produzione limitata ma che ha all'attivo premi e riconoscimenti.
Il prezzo in cantina e' eccezionale come il vino :6 euro
Una piccola sintesi di sapori di Liguria contenuta in un bicchiere.
L'azienda produttrice è:
Azienda Enrico Dario
via Massari 4
Bastia di Albenga
Savona
tel 0182 20548
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