Blog di interesse enologico, con degustazioni e note di viaggi alla ricerca di aziende vinicole ed approfondimento su vitigni e terroir, caratteristiche ambientali e pedoclimatiche.
domenica 10 febbraio 2019
VINI & VITIGNI: Il Buttafuoco Storico compie 23 anni
VINI & VITIGNI: Il Buttafuoco Storico compie 23 anni: I quattordici produttori del Consorzio del Buttafuoco Storico hanno festeggiato a Milano il ventitreesimo compleanno di questo vino morbido ...
Il Buttafuoco Storico compie 23 anni
I quattordici produttori del Consorzio del Buttafuoco Storico hanno festeggiato a Milano il ventitreesimo compleanno di questo vino morbido e strutturato, ambasciatore dei valori originali dell’Oltrepò Pavese. Condotta da un simpaticissimo Gene Gnocchi, la conferenza stampa ha visto il susseguirsi di numerosi interventi da parte di molti personaggi influenti del mondo vitivinicolo, che hanno raccontato il successo del progetto portato avanti da giovani produttori e aziende storiche, iniziato in Oltrepò Pavese nel 1996.Il Club del Buttafuoco Storico è una libera associazione, nata col fine di tutelare il prodotto, il cui prestigio era da tempo riconosciuto dalla provincia di Pavia e dintorni ma che, da vino della tradizione è diventato un vino nuovo proprio per il lavoro portato avanti dalle undici aziende iniziali, oggi diventate quattordici, che hanno condotto insieme un attento lavoro di ricerca e di collaborazione, dall’analisi delle caratteristiche storiche della produzione, alla scelta delle vigne più vocate, per raggiungere una vinificazione sempre più controllata e certificata di cui si producono oggi 70.000 bottiglie annue, sotto un unico marchio, tracciato nel vetro per distinguerne originalità e autenticità.Il Veliero è anche il logo del Club, contenuto in un ovale - botte tipica dell’Oltrepò Pavese, e sostenuto dalla scritta Buttafuoco. Da qui si dipartono due nastri rossi che rappresentano il Versa e lo Scuropasso, i due torrenti tra cui tradizionalmente si produce il Buttafuoco Storico: la primissima fascia collinare dell’Oltrepò Pavese denominata “Sperone di Stradella”.
Ed è appunto qui che nasce il nostro vino, su una lingua di terreno collinare protesa nella pianura padana di cui si può affermare che sia la punta più a nord della catena degli Appennini.
La zona è caratterizzata da un sottosuolo particolare, in cui la formazione appenninica si incontra con le derive di origine alpina creando un ambiente unico che marchia indissolubilmente i vini che qui nascono.
Le fantastiche esposizioni al sole dei ripidi versanti di queste colline e le sapienti mani dei vignaioli assieme alla forte mineralità del suolo, donano al Buttafuoco Storico una originalità irripetibile sul quarantacinquesimo parallelo che taglia a metà la zona di produzione.
Una posizione geografica che obbligava i condottieri, i pellegrini e i mercanti ad attraversarla e che,nel corso della storia, ha permesso al territorio di diventare grande sbocco commerciale del vino qui prodotto. Fra storia e leggenda Peter Schenk narra che nel 1859 una compagnia di marinai Austriaci impegnata a traghettare le truppe sul fiume Po, invece di andare in battaglia in terraferma si fermò a fare strage di botti e bottiglie di un vino locale chiamato Buttafuoco. Lo scrittore lega questa storia ad un fatto però realmente accaduto: la marina Austro-ungarica dopo alcuni anni varò una nave chiamandola “Buttafuoco“. E’ da questo racconto che il Club del Buttafuoco Storico decise di adottare il veliero come loro simbolo: una grande nave dalle vele infuocate.
Il Buttafuoco Storico è un vino di grande struttura, capace di invecchiare per molto tempo, ben 36 mesi dalla vendemmia, raggiungendo un sempre maggiore grado di intensità. Vino di grande struttura e armonia, è capace di grande invecchiamento.
In degustazione per il compleanno tutti i vini nati dalle vigne di Buttafuoco Storico: Bricco in Versira, Cà Cagnoni, Canne, Casa Barnaba, Casa del Corno, Costera, Catelotta, Frach, Garlenzo, Montarzolo, Pitturina, Pregana e Sacca del Prete.
Ed è appunto qui che nasce il nostro vino, su una lingua di terreno collinare protesa nella pianura padana di cui si può affermare che sia la punta più a nord della catena degli Appennini.
La zona è caratterizzata da un sottosuolo particolare, in cui la formazione appenninica si incontra con le derive di origine alpina creando un ambiente unico che marchia indissolubilmente i vini che qui nascono.
Le fantastiche esposizioni al sole dei ripidi versanti di queste colline e le sapienti mani dei vignaioli assieme alla forte mineralità del suolo, donano al Buttafuoco Storico una originalità irripetibile sul quarantacinquesimo parallelo che taglia a metà la zona di produzione.
Una posizione geografica che obbligava i condottieri, i pellegrini e i mercanti ad attraversarla e che,nel corso della storia, ha permesso al territorio di diventare grande sbocco commerciale del vino qui prodotto. Fra storia e leggenda Peter Schenk narra che nel 1859 una compagnia di marinai Austriaci impegnata a traghettare le truppe sul fiume Po, invece di andare in battaglia in terraferma si fermò a fare strage di botti e bottiglie di un vino locale chiamato Buttafuoco. Lo scrittore lega questa storia ad un fatto però realmente accaduto: la marina Austro-ungarica dopo alcuni anni varò una nave chiamandola “Buttafuoco“. E’ da questo racconto che il Club del Buttafuoco Storico decise di adottare il veliero come loro simbolo: una grande nave dalle vele infuocate.
Il Buttafuoco Storico è un vino di grande struttura, capace di invecchiare per molto tempo, ben 36 mesi dalla vendemmia, raggiungendo un sempre maggiore grado di intensità. Vino di grande struttura e armonia, è capace di grande invecchiamento.
In degustazione per il compleanno tutti i vini nati dalle vigne di Buttafuoco Storico: Bricco in Versira, Cà Cagnoni, Canne, Casa Barnaba, Casa del Corno, Costera, Catelotta, Frach, Garlenzo, Montarzolo, Pitturina, Pregana e Sacca del Prete.
lunedì 3 dicembre 2018
VINI & VITIGNI: IL Rigoloccio, azienda maremmana
VINI & VITIGNI: IL Rigoloccio, azienda maremmana: L’azienda Agricola Rigoloccio deve il suo nome ad una antica una di pirite adesso dismessa, a testimonianza della fortissima mineralità de...
venerdì 30 novembre 2018
IL Rigoloccio, azienda maremmana
L’azienda Agricola Rigoloccio deve il suo nome ad una antica una di pirite adesso dismessa, a testimonianza della fortissima mineralità del terreno situato nel parco delle colline metallifere nel comune di Gamorrano, Maremma della provincia di Grosseto.
L’enologo Fabrizio Moltard e il General Manager Eros Dal Lago hanno presentato i vini dell’Azienda presso il Westing Palace di Milano e hanno raccontato la storia della tenuta che esiste dal 2002, dove l’impianto vitivinicolo è stato studiato in funzione del terreno con impostazione decisamente bordolese, tipo francese.Il progetto è stato affidato a due professionisti: l’agronomo francese Pierre Marie Guillaume e l’enologo Fabrizio Moltard che, ancora oggi, gestiscono le operazioni in vigna e cantina e che hanno scelto di coltivare Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Petit Verdot proprio in considerazione della particolare natura del suolo minerale con una componente ben bilanciata di sabbia, limo e argilla e con un’elevata presenza di pietre, sia anche per il microclima della zona. I filari sono collocati in zona precollinare, tra i 40 e i 100 metri, e beneficiano di soleggiamento costante, effetto mitigante delle brezze marine e notevole escursione termica giorno-notte. La produzione di uva per ettaro si aggira sui 60 quintali.In degustazione:
1) Mistral, Chardonnay, Maremma Toscana Doc, 2017
2) Fonte dell’Anguillaia, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot, Toscana Rosso Igt, 2014
3) Il Sorvegliante, Cabernet Franc, Cabernet sauvignon e Petit Verdot , Toscana Rosso Igt, 2014
4) Elegantia, Cebernet Franc, Cabernet Sauvignon, blend al 50%, Maremma Toscana Doc, 2011
5) Abundantia, Merlot, Maremma Toscana Doc, 2012
Si può affermare che gli ultimi due vini, Elegantia e Abundantia siano il vero fiore all’occhiello dell’Azienda, vini in cui il legno, usato con sapienza, ha bilanciato la potenza del frutto in una miscela di eleganza e persistenza ma anche di intensità e profondità tipica dei Supertuscan toscani:Elegantia di taglio bordolese, invecchiato in barrique per 18 mesi, dal colore rosso rubino intenso, e dai sentori olfattivi ampi e netti, caratterizzati da note vegetali, frutta rossa, ginepro, spezie, pepe; elegante in bocca con grande intensità e persistenza.
Abundantia è un Merlot in purezza maturato in barrique per circa 20 mesi prima di un ulteriore affinamento in bottiglia di sei mesi, dopo una macerazione e fermentazione a temperatura controllata (per 24 giorni, con rimontaggi e follature).
Si presenta con un rosso rubino intenso e, al naso, offre profumi fruttati, note di marasca, prugne, viola e spezie dolci; in bocca risulta deciso, morbido ed equilibrato, di bella freschezza e con tannini vellutati, lungo nel finale. Un bel vino che ha ottenuto molti riconoscimenti in Italia e nel mondo.
domenica 22 luglio 2018
Montegradella Santa Sofia: un Valpolicella Classico Superiore di eccellenza
Se tutti i vini dell’azienda vinicola Santa Sofia, nata due secoli fa in una delle zone più suggestive della Valpolicella classica, a Pedemonte, sono testimoni del territorio, perché creati con uve autoctone della Valpolicella: Corvina, Corvinone e Rondinella, Montegradella Valpolicella DOC Classico Superiore è un vino particolarmente interessante perchè prodotto con una selezione di uve della zona collinare del Monte Gradella appassite per circa 30-40 giorni prima di essere fermentate. Questo processo ricorda quello del fratello maggiore, l’Amarone, col quale ha in comune anche la maturazione in botti e barrique di rovere e, soprattutto, una bellissima complessità e concentrazione di aromi. “Un piccolo Amarone”: così viene definito da Luciano Begnoni, titolare col padre Giancarlo dell’Azienda Santa Sofia.Le inconfondibili caratteristiche organolettiche sono conferite a questo vino soprattutto dalla zona collinare del Monte Gradella e da un vigneto con un’esposizione solare particolarmente favorevole, su un terroir che vanta un’importante escursione termica giorno-notte, che concorre all’inspessimento della buccia delle uve e alla conseguente concentrazione dei terpeni e delle altre sostanze polifenoliche.
Degustazione:
1)Montegradella Valpolicella DOC Classico Superiore 1985
Naso particolarmente intenso con aromi di frutti rossi macerati, miele e un forte e gradevole sentore olfattivo di caffè. Nonostante i suoi 33 anni, vino ancora vivo.
Prodotto di un’epoca in cui la tecnica di appassimento delle uve era ancora usata raramente.12,5°.
2)Montegradella Valpolicella DOC Classico Superiore 1996
Naso elegante profumato alla liquirizia, con sentori di spezie e cannella. In bocca ancora balsamico e con intensa persistenza. 12,5°
A differenza dei primi due, i vini successivi sono legati da un unico filo conduttore in quanto il processo di vinificazione si è trasformato con gli anni e sono mutate anche le caratteristiche climatiche.
3)Montegradella Valpolicella DOC Classico Superiore 2008
Al naso regala aromi complessi di fiori rossi, frutti in marmellata, spezie dolci. In bocca è armonico, elegante e lungo. Bel tannino setoso e fine. Vino che ha colpito maggiormente per finezza e complessità. Notevoli l’eleganza e la persistenza nel finale. Gradazione alcolica aumentata, circa 14°.
4) Montegradella Valpolicella DOC Classico Superiore 2011
Naso sempre ricco e intrigante, con aromi floreali, fruttati e speziati: viole, prugne e chiodi di garofano.
Tannino deciso, forte la struttura, buona la persistenza finale. 14°.
5)Montegradella Valpolicella DOC Classico Superiore 2014
Frutti rossi al naso e bella speziatura, cannella, chiodi di garofano, pepe e tabacco. Tannicità piacevole in bocca, freschezza e persistenza. 14°
6)Montegradella Valpolicella DOC Classico Superiore 2015
Aromi di viola, garofano, vaniglia e tabacco dolce. In bocca è rotondo, corposo, con chiusura fresca e buona trama tannica. 14°
La serata è stata arricchita anche dall’abbinamento dei vini con prodotti della Valpolicella e della Lessinia, selezionati da Corrado Benedetti, Salumi e Formaggi d’Autore: Carne salà dello Schioppo, La Corposa, coscia affinata in Amarone della Valpolicella DOCG, il Crostino con crema di radicchio rosso, il Formaggio Fenarolo affinato nel fieno, il Formaggio Monte Veronese DOP D’Allevo, Presidio Slow Food, il Redivino, formaggio affinato in Amarone della Valpolicella DOCG.
L’azienda vinicola Santa Sofia nasce due secoli fa in una delle zone più suggestive della Valpolicella classica, a Pedemonte. La villa, progettata da Andrea Palladio nel 1565, quando Marcantonio Serego decise di rinnovare la tenuta, già in possesso della sua famiglia dal 1552, è un vero e proprio simbolo dell’architettura Italiana, iscritta nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO dal 1996, assieme alle altre ville palladiane del Veneto.Già nella metà del 1800, Santa Sofia era apprezzata per l'ottima qualità dei suoi vini, prodotti con le uve attentamente selezionate dalle zone più vocate e meglio esposte delle colline circostanti. Le tradizioni enologiche del luogo risalgono a tempi ben più remote: parte delle antiche cantine che si trovano sotto la villa, visitabili ancora oggi, venivano utilizzate per l’affinamento dei vini già nel XIV e XV secolo. La parte di cantina più antica fu costruita dai frati di San Bernardino nel 1300, quando eressero anche la cappella dedicata a Santa Sofia.
Oggi alla guida di Santa Sofia ci sono Giancarlo Begnoni e suo figlio, Luciano.
Giancarlo Begnoni, enologo della scuola di Conegliano Veneto dove consegue il diploma nel 1956, entrò subito nell’azienda di famiglia, rinnovò le cantine con strumenti all’avanguardia per l’imbottigliamento e per tenere sotto controllo temperatura e umidità degli ambienti dedicati alla vinificazione e all’affinamento, superando le difficoltà tecniche che le cantine storiche della villa presentano. L’affinamento dei vini avviene in botti di rovere per il tempo necessario affinché si sviluppino gli aromi prima dell’imbottigliamento. Poco dopo il 1967, durante uno degli assaggi dalle botti di Amarone, Giancarlo rimane stupito della qualità eccezionale del vino proveniente dalla parcella di Monte Gradella: profumi eleganti e profondi, corposo e morbido nel gusto. Prese una decisione importante per il futuro di Santa Sofia scegliendo di distinguere l’imbottigliamento e l’invecchiamento di questo vino. Nacque così la prima annata di Amarone della Valpolicella “Gioè” 1964, il cui nome indica la parte superiore del Monte Gradella dove c’è il vigneto storico da cui provengono le uve di Santa Sofia. In omaggio a questa zona vienne poi chiamato Montegradella il Valpolicella Classico Superiore.
Santa Sofia oggi comprende oltre ai 24 ettari della Valpolicella Classica, 45 ettari in Valpantena acquistati nel 2015 con vigneti a 350-400 metri di altitudine in una zona vocata per la produzione di vini rossi, prodotti con un progetto di agricoltura sostenibile e di rispetto per l’ambiente. Le Cantine storiche sono custodite nella parte più antica dell’azienda, risalgono al 1300 e sono realizzate unicamente in tufo: qui si trovano le botti di rovere di Slavonia, dove maturano alcuni dei vini rossi più importanti: Amarone, Valpolicella Superiore Montegradella, Valpolicella Ripasso.
Degustazione:
1)Montegradella Valpolicella DOC Classico Superiore 1985
Naso particolarmente intenso con aromi di frutti rossi macerati, miele e un forte e gradevole sentore olfattivo di caffè. Nonostante i suoi 33 anni, vino ancora vivo.
Prodotto di un’epoca in cui la tecnica di appassimento delle uve era ancora usata raramente.12,5°.
2)Montegradella Valpolicella DOC Classico Superiore 1996
Naso elegante profumato alla liquirizia, con sentori di spezie e cannella. In bocca ancora balsamico e con intensa persistenza. 12,5°
A differenza dei primi due, i vini successivi sono legati da un unico filo conduttore in quanto il processo di vinificazione si è trasformato con gli anni e sono mutate anche le caratteristiche climatiche.
3)Montegradella Valpolicella DOC Classico Superiore 2008
Al naso regala aromi complessi di fiori rossi, frutti in marmellata, spezie dolci. In bocca è armonico, elegante e lungo. Bel tannino setoso e fine. Vino che ha colpito maggiormente per finezza e complessità. Notevoli l’eleganza e la persistenza nel finale. Gradazione alcolica aumentata, circa 14°.
4) Montegradella Valpolicella DOC Classico Superiore 2011
Naso sempre ricco e intrigante, con aromi floreali, fruttati e speziati: viole, prugne e chiodi di garofano.
Tannino deciso, forte la struttura, buona la persistenza finale. 14°.
5)Montegradella Valpolicella DOC Classico Superiore 2014
Frutti rossi al naso e bella speziatura, cannella, chiodi di garofano, pepe e tabacco. Tannicità piacevole in bocca, freschezza e persistenza. 14°
6)Montegradella Valpolicella DOC Classico Superiore 2015
Aromi di viola, garofano, vaniglia e tabacco dolce. In bocca è rotondo, corposo, con chiusura fresca e buona trama tannica. 14°
La serata è stata arricchita anche dall’abbinamento dei vini con prodotti della Valpolicella e della Lessinia, selezionati da Corrado Benedetti, Salumi e Formaggi d’Autore: Carne salà dello Schioppo, La Corposa, coscia affinata in Amarone della Valpolicella DOCG, il Crostino con crema di radicchio rosso, il Formaggio Fenarolo affinato nel fieno, il Formaggio Monte Veronese DOP D’Allevo, Presidio Slow Food, il Redivino, formaggio affinato in Amarone della Valpolicella DOCG.
L’azienda vinicola Santa Sofia nasce due secoli fa in una delle zone più suggestive della Valpolicella classica, a Pedemonte. La villa, progettata da Andrea Palladio nel 1565, quando Marcantonio Serego decise di rinnovare la tenuta, già in possesso della sua famiglia dal 1552, è un vero e proprio simbolo dell’architettura Italiana, iscritta nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO dal 1996, assieme alle altre ville palladiane del Veneto.Già nella metà del 1800, Santa Sofia era apprezzata per l'ottima qualità dei suoi vini, prodotti con le uve attentamente selezionate dalle zone più vocate e meglio esposte delle colline circostanti. Le tradizioni enologiche del luogo risalgono a tempi ben più remote: parte delle antiche cantine che si trovano sotto la villa, visitabili ancora oggi, venivano utilizzate per l’affinamento dei vini già nel XIV e XV secolo. La parte di cantina più antica fu costruita dai frati di San Bernardino nel 1300, quando eressero anche la cappella dedicata a Santa Sofia.
Oggi alla guida di Santa Sofia ci sono Giancarlo Begnoni e suo figlio, Luciano.
Giancarlo Begnoni, enologo della scuola di Conegliano Veneto dove consegue il diploma nel 1956, entrò subito nell’azienda di famiglia, rinnovò le cantine con strumenti all’avanguardia per l’imbottigliamento e per tenere sotto controllo temperatura e umidità degli ambienti dedicati alla vinificazione e all’affinamento, superando le difficoltà tecniche che le cantine storiche della villa presentano. L’affinamento dei vini avviene in botti di rovere per il tempo necessario affinché si sviluppino gli aromi prima dell’imbottigliamento. Poco dopo il 1967, durante uno degli assaggi dalle botti di Amarone, Giancarlo rimane stupito della qualità eccezionale del vino proveniente dalla parcella di Monte Gradella: profumi eleganti e profondi, corposo e morbido nel gusto. Prese una decisione importante per il futuro di Santa Sofia scegliendo di distinguere l’imbottigliamento e l’invecchiamento di questo vino. Nacque così la prima annata di Amarone della Valpolicella “Gioè” 1964, il cui nome indica la parte superiore del Monte Gradella dove c’è il vigneto storico da cui provengono le uve di Santa Sofia. In omaggio a questa zona vienne poi chiamato Montegradella il Valpolicella Classico Superiore.
Santa Sofia oggi comprende oltre ai 24 ettari della Valpolicella Classica, 45 ettari in Valpantena acquistati nel 2015 con vigneti a 350-400 metri di altitudine in una zona vocata per la produzione di vini rossi, prodotti con un progetto di agricoltura sostenibile e di rispetto per l’ambiente. Le Cantine storiche sono custodite nella parte più antica dell’azienda, risalgono al 1300 e sono realizzate unicamente in tufo: qui si trovano le botti di rovere di Slavonia, dove maturano alcuni dei vini rossi più importanti: Amarone, Valpolicella Superiore Montegradella, Valpolicella Ripasso.
sabato 23 giugno 2018
VINI & VITIGNI: Un bel Monferrato nei vini della Tenuta della Mand...
VINI & VITIGNI: Un bel Monferrato nei vini della Tenuta della Mand...: La tenuta ha sede nei terreni di Casale Monferrato, comune patrimonio Unesco dal 2014, tra colline dove i vigneti si alternano ai boschi di ...
Un bel Monferrato nei vini della Tenuta della Mandoletta
La tenuta ha sede nei terreni di Casale Monferrato, comune patrimonio Unesco dal 2014, tra colline dove i vigneti si alternano ai boschi di noccioli e faggi, alle porte di Casale Monferrato dove ha sede la Bonzano Vini, una nuova cantina che ha scelto di valorizzare uno dei patrimoni di questo territorio.
Alla guida dell’Azienda Simonetta Ghia, moglie di Enrico Bonzano, uno dei tre fratelli, assieme a Massimo e Stefano, proprietari della Tenuta e dell’impresa di famiglia.
Il progetto è partito dal desiderio di esaltare al massimo le caratteristiche di questo territorio che può competere con altre aree vitivinicole più famose, e, per realizzarlo, è stato chiamato Donato Lanati, enologo di fama mondiale, che, sin dal 2011, sta seguendo i lavori e la realizzazione dei prodotti della vigna.È stata fatta una analisi del terreno, della morfologia, del clima e sono stati selezionate le viti migliori, quelle che avrebbero trovato l’ambiente adatto per dare il meglio. Spazio dunque a Barbera, Chardonnay, Pinot Nero e Sauvignon.
La Mandoletta, oggi una tenuta circondata da un corpo unico di 7 ettari di vigneti, incastonata nel paesaggio più tipico del Monferrato Casalese ha, attualmente, una produzione di circa 100 mila bottiglie e, quest’anno, sono stati presentati i primi quattro vini, annata 2017, e altri tre sono in cantina ad affinare:Gajard Barbera del Monferrato DOC,
il cui nome, in dialetto piemontese significa vigoroso ed esuberante; si tratta di un vino dal colore rubino intenso che emana netti sentori di frutta rossa al naso e in bocca una gradevole freschezza e una notevole intensità.
Barbera in purezza. Ottimo per piatti saporiti e speziati, come arrosti e selvaggina.
Armognan Bianco del Monferrato DOC,
che, in dialetto piemontese, significa albicocca, frutto che richiama la fragranza di questo vino.
Vitigni: Chardonnay e Sauvignon.
Al naso esprime belle note fruttate e in bocca è fresco, con piacevole sapidità.
Hosteria Monferrato Rosso DOC
Vino conviviale, molto interessante per la sua freschezza e la sua gradevolissima bevibilità. Un vino nuovo, adatto sia a uno spuntino che a un pasto, una barbera rielaborata di pronta beva e di fresca leggerezza.
Il nome evoca l’Osteria, che, per tutto il Novecento, non è stato solo un luogo di ritrovo e socializzazione, ma di ospitalità vera.
Vitigni: Pinot Nero, Barbera.
Caratteristiche organolettiche: rosso rubino. Naso floreale ed elegante. Palato armonico. Un rosso dalla splendida bevibilità.
La Meridiana Rosato IGT
Da uve Pinot Nero, questo vino si caratterizza per la buona versatilità gustativa.
Vitigni: Pinot Nero
Rosato tenue, buccia di cipolla. Naso fragrante per i sentori di fiori e di piccoli frutti rossi In bocca denota un buon equilibrio gusto- olfattivo.
Abbinamenti: dall’aperitivo ai secondi di pesce.
Non ancora pronte le tre selezioni:
Metodo Classico Brut Mandoletta;
Bruno Bonzano Barbera del Monferrato Superiore DOCG;
Gènevieve Monferrato Bianco DOC.Se, certamente, colpiscono i nomi dialettali o che si ispirano a personaggi del territorio, durante la degustazione, colpisce soprattutto l’impatto di profumi e aromi del territorio e tornano in mente le parole di Donato Lanati: “Il territorio è il vero valore del vino, la personalità e la riconoscibilità di un vino che si identifica in una zona ben determinata, ci permettono di non cadere nell’omologazione e il Monferrato in quest’ottica ha tutte le carte in regola per avere successo”.
Alla guida dell’Azienda Simonetta Ghia, moglie di Enrico Bonzano, uno dei tre fratelli, assieme a Massimo e Stefano, proprietari della Tenuta e dell’impresa di famiglia.
Il progetto è partito dal desiderio di esaltare al massimo le caratteristiche di questo territorio che può competere con altre aree vitivinicole più famose, e, per realizzarlo, è stato chiamato Donato Lanati, enologo di fama mondiale, che, sin dal 2011, sta seguendo i lavori e la realizzazione dei prodotti della vigna.È stata fatta una analisi del terreno, della morfologia, del clima e sono stati selezionate le viti migliori, quelle che avrebbero trovato l’ambiente adatto per dare il meglio. Spazio dunque a Barbera, Chardonnay, Pinot Nero e Sauvignon.
La Mandoletta, oggi una tenuta circondata da un corpo unico di 7 ettari di vigneti, incastonata nel paesaggio più tipico del Monferrato Casalese ha, attualmente, una produzione di circa 100 mila bottiglie e, quest’anno, sono stati presentati i primi quattro vini, annata 2017, e altri tre sono in cantina ad affinare:Gajard Barbera del Monferrato DOC,
il cui nome, in dialetto piemontese significa vigoroso ed esuberante; si tratta di un vino dal colore rubino intenso che emana netti sentori di frutta rossa al naso e in bocca una gradevole freschezza e una notevole intensità.
Barbera in purezza. Ottimo per piatti saporiti e speziati, come arrosti e selvaggina.
Armognan Bianco del Monferrato DOC,
che, in dialetto piemontese, significa albicocca, frutto che richiama la fragranza di questo vino.
Vitigni: Chardonnay e Sauvignon.
Al naso esprime belle note fruttate e in bocca è fresco, con piacevole sapidità.
Hosteria Monferrato Rosso DOC
Vino conviviale, molto interessante per la sua freschezza e la sua gradevolissima bevibilità. Un vino nuovo, adatto sia a uno spuntino che a un pasto, una barbera rielaborata di pronta beva e di fresca leggerezza.
Il nome evoca l’Osteria, che, per tutto il Novecento, non è stato solo un luogo di ritrovo e socializzazione, ma di ospitalità vera.
Vitigni: Pinot Nero, Barbera.
Caratteristiche organolettiche: rosso rubino. Naso floreale ed elegante. Palato armonico. Un rosso dalla splendida bevibilità.
La Meridiana Rosato IGT
Da uve Pinot Nero, questo vino si caratterizza per la buona versatilità gustativa.
Vitigni: Pinot Nero
Rosato tenue, buccia di cipolla. Naso fragrante per i sentori di fiori e di piccoli frutti rossi In bocca denota un buon equilibrio gusto- olfattivo.
Abbinamenti: dall’aperitivo ai secondi di pesce.
Non ancora pronte le tre selezioni:
Metodo Classico Brut Mandoletta;
Bruno Bonzano Barbera del Monferrato Superiore DOCG;
Gènevieve Monferrato Bianco DOC.Se, certamente, colpiscono i nomi dialettali o che si ispirano a personaggi del territorio, durante la degustazione, colpisce soprattutto l’impatto di profumi e aromi del territorio e tornano in mente le parole di Donato Lanati: “Il territorio è il vero valore del vino, la personalità e la riconoscibilità di un vino che si identifica in una zona ben determinata, ci permettono di non cadere nell’omologazione e il Monferrato in quest’ottica ha tutte le carte in regola per avere successo”.
Iscriviti a:
Post (Atom)




























