lunedì 3 dicembre 2018

VINI & VITIGNI: IL Rigoloccio, azienda maremmana

VINI & VITIGNI: IL Rigoloccio, azienda maremmana: L’azienda Agricola Rigoloccio deve il suo nome ad una antica una di pirite adesso dismessa, a testimonianza della fortissima mineralità de...

venerdì 30 novembre 2018

IL Rigoloccio, azienda maremmana


L’azienda Agricola Rigoloccio deve il suo nome ad una antica una di pirite adesso dismessa, a testimonianza della fortissima mineralità del terreno situato nel parco delle colline metallifere nel comune di Gamorrano, Maremma della provincia di Grosseto.
L’enologo Fabrizio Moltard e il General Manager Eros Dal Lago hanno presentato i vini dell’Azienda presso il Westing Palace di Milano e hanno raccontato la storia della tenuta che esiste dal 2002, dove l’impianto vitivinicolo è stato studiato in funzione del terreno con impostazione decisamente bordolese, tipo francese.
Il progetto è stato affidato a due professionisti: l’agronomo francese Pierre Marie Guillaume e l’enologo Fabrizio Moltard che, ancora oggi, gestiscono le operazioni in vigna e cantina e che hanno scelto di coltivare Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Petit Verdot proprio in considerazione della particolare natura del suolo minerale con una componente ben bilanciata di sabbia, limo e argilla e con un’elevata presenza di pietre, sia anche per il microclima della zona. I filari sono collocati in zona precollinare, tra i 40 e i 100 metri, e beneficiano di soleggiamento costante, effetto mitigante delle brezze marine e notevole escursione termica giorno-notte. La produzione di uva per ettaro si aggira sui 60 quintali.
In degustazione:
1) Mistral, Chardonnay, Maremma Toscana Doc, 2017
2) Fonte dell’Anguillaia, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot, Toscana Rosso Igt, 2014
3) Il Sorvegliante, Cabernet Franc, Cabernet sauvignon e Petit Verdot , Toscana Rosso Igt, 2014
4) Elegantia, Cebernet Franc, Cabernet Sauvignon, blend al 50%, Maremma Toscana Doc, 2011
5) Abundantia, Merlot, Maremma Tosc
ana Doc, 2012
Si può affermare che gli ultimi due vini, Elegantia e Abundantia siano il vero fiore all’occhiello dell’Azienda, vini in cui il legno, usato con sapienza, ha bilanciato la potenza del frutto in una miscela di eleganza e persistenza ma anche di intensità e profondità tipica dei Supertuscan toscani:
Elegantia di taglio bordolese, invecchiato in barrique per 18 mesi, dal colore rosso rubino intenso, e dai sentori olfattivi ampi e netti, caratterizzati da note vegetali, frutta rossa, ginepro, spezie, pepe; elegante in bocca con grande intensità e persistenza.
Abundantia è un Merlot in purezza maturato in barrique per circa 20 mesi prima di un ulteriore affinamento in bottiglia di sei mesi, dopo una macerazione e fermentazione a temperatura controllata (per 24 giorni, con rimontaggi e follature).
Si presenta con un rosso rubino intenso e, al naso, offre profumi fruttati, note di marasca, prugne, viola e spezie dolci; in bocca risulta deciso, morbido ed equilibrato, di bella freschezza e con tannini vellutati, lungo nel finale. Un bel vino che ha ottenuto molti riconoscimenti in Italia e nel mondo.















domenica 22 luglio 2018

Montegradella Santa Sofia: un Valpolicella Classico Superiore di eccellenza

Se tutti i vini dell’azienda vinicola Santa Sofia, nata due secoli fa in una delle zone più suggestive della Valpolicella classica, a Pedemonte, sono testimoni del territorio, perché creati con uve autoctone della Valpolicella: Corvina, Corvinone e Rondinella, Montegradella Valpolicella DOC Classico Superiore è un vino particolarmente interessante perchè prodotto con una selezione di uve della zona collinare del Monte Gradella appassite per circa 30-40 giorni prima di essere fermentate. Questo processo ricorda quello del fratello maggiore, l’Amarone, col quale ha in comune anche la maturazione in botti e barrique di rovere e, soprattutto, una bellissima complessità e concentrazione di aromi. “Un piccolo Amarone”: così viene definito da Luciano Begnoni, titolare col padre Giancarlo dell’Azienda Santa Sofia.
Le inconfondibili caratteristiche organolettiche sono conferite a questo vino soprattutto dalla zona collinare del Monte Gradella e da un vigneto con un’esposizione solare particolarmente favorevole, su un terroir che vanta un’importante escursione termica giorno-notte, che concorre all’inspessimento della buccia delle uve e alla conseguente concentrazione dei terpeni e delle altre sostanze polifenoliche.

Degustazione:

1)Montegradella Valpolicella DOC Classico Superiore 1985
Naso particolarmente intenso con aromi di frutti rossi macerati, miele e un forte e gradevole sentore olfattivo di caffè. Nonostante i suoi 33 anni, vino ancora vivo.
Prodotto di un’epoca in cui la tecnica di appassimento delle uve era ancora usata raramente.12,5°.
2)Montegradella Valpolicella DOC Classico Superiore 1996

Naso elegante profumato alla liquirizia, con sentori di spezie e cannella. In bocca ancora balsamico e con intensa persistenza. 12,5°

A differenza dei primi due, i vini successivi sono legati da un unico filo conduttore in quanto il processo di vinificazione si è trasformato con gli anni e sono mutate anche le caratteristiche climatiche.

3)Montegradella Valpolicella DOC Classico Superiore 2008

Al naso regala aromi complessi di fiori rossi, frutti in marmellata, spezie dolci. In bocca è armonico, elegante e lungo. Bel tannino setoso e fine. Vino che ha colpito maggiormente per finezza e complessità. Notevoli l’eleganza e la persistenza nel finale. Gradazione alcolica aumentata, circa 14°.

4) Montegradella Valpolicella DOC Classico Superiore 2011

Naso sempre ricco e intrigante, con aromi floreali, fruttati e speziati: viole, prugne e chiodi di garofano.
Tannino deciso, forte la struttura, buona la persistenza finale. 14°.

5)Montegradella Valpolicella DOC Classico Superiore 2014

Frutti rossi al naso e bella speziatura, cannella, chiodi di garofano, pepe e tabacco. Tannicità piacevole in bocca, freschezza e persistenza. 14°

6)Montegradella Valpolicella DOC Classico Superiore 2015

Aromi di viola, garofano, vaniglia e tabacco dolce. In bocca è rotondo, corposo, con chiusura fresca e buona trama tannica. 14°
La serata è stata arricchita anche dall’abbinamento dei vini con prodotti della Valpolicella e della Lessinia, selezionati da Corrado Benedetti, Salumi e Formaggi d’Autore: Carne salà dello Schioppo, La Corposa, coscia affinata in Amarone della Valpolicella DOCG, il Crostino con crema di radicchio rosso, il Formaggio Fenarolo affinato nel fieno, il Formaggio Monte Veronese DOP D’Allevo, Presidio Slow Food, il Redivino, formaggio affinato in Amarone della Valpolicella DOCG.

L’azienda vinicola Santa Sofia nasce due secoli fa in una delle zone più suggestive della Valpolicella classica, a Pedemonte. La villa, progettata da Andrea Palladio nel 1565, quando Marcantonio Serego decise di rinnovare la tenuta, già in possesso della sua famiglia dal 1552, è un vero e proprio simbolo dell’architettura Italiana, iscritta nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO dal 1996, assieme alle altre ville palladiane del Veneto.
Già nella metà del 1800, Santa Sofia era apprezzata per l'ottima qualità dei suoi vini, prodotti con le uve attentamente selezionate dalle zone più vocate e meglio esposte delle colline circostanti. Le tradizioni enologiche del luogo risalgono a tempi ben più remote: parte delle antiche cantine che si trovano sotto la villa, visitabili ancora oggi, venivano utilizzate per l’affinamento dei vini già nel XIV e XV secolo. La parte di cantina più antica fu costruita dai frati di San Bernardino nel 1300, quando eressero anche la cappella dedicata a Santa Sofia.
Oggi alla guida di Santa Sofia ci sono Giancarlo Begnoni e suo figlio, Luciano.
Giancarlo Begnoni, enologo della scuola di Conegliano Veneto dove consegue il diploma nel 1956, entrò subito nell’azienda di famiglia, rinnovò le cantine con strumenti all’avanguardia per l’imbottigliamento e per tenere sotto controllo temperatura e umidità degli ambienti dedicati alla vinificazione e all’affinamento, superando le difficoltà tecniche che le cantine storiche della villa presentano. L’affinamento dei vini avviene in botti di rovere per il tempo necessario affinché si sviluppino gli aromi prima dell’imbottigliamento.
Poco dopo il 1967, durante uno degli assaggi dalle botti di Amarone, Giancarlo rimane stupito della qualità eccezionale del vino proveniente dalla parcella di Monte Gradella: profumi eleganti e profondi, corposo e morbido nel gusto. Prese una decisione importante per il futuro di Santa Sofia scegliendo di distinguere l’imbottigliamento e l’invecchiamento di questo vino. Nacque così la prima annata di Amarone della Valpolicella “Gioè” 1964, il cui nome indica la parte superiore del Monte Gradella dove c’è il vigneto storico da cui provengono le uve di Santa Sofia. In omaggio a questa zona vienne poi chiamato Montegradella il Valpolicella Classico Superiore.
Santa Sofia oggi comprende oltre ai 24 ettari della Valpolicella Classica, 45 ettari in Valpantena acquistati nel 2015 con vigneti a 350-400 metri di altitudine in una zona vocata per la produzione di vini rossi, prodotti con un progetto di agricoltura sostenibile e di rispetto per l’ambiente. Le Cantine storiche sono custodite nella parte più antica dell’azienda, risalgono al 1300 e sono realizzate unicamente in tufo: qui si trovano le botti di rovere di Slavonia, dove maturano alcuni dei vini rossi più importanti: Amarone, Valpolicella Superiore Montegradella, Valpolicella Ripasso.











sabato 23 giugno 2018

VINI & VITIGNI: Un bel Monferrato nei vini della Tenuta della Mand...

VINI & VITIGNI: Un bel Monferrato nei vini della Tenuta della Mand...: La tenuta ha sede nei terreni di Casale Monferrato, comune patrimonio Unesco dal 2014, tra colline dove i vigneti si alternano ai boschi di ...

Un bel Monferrato nei vini della Tenuta della Mandoletta

La tenuta ha sede nei terreni di Casale Monferrato, comune patrimonio Unesco dal 2014, tra colline dove i vigneti si alternano ai boschi di noccioli e faggi, alle porte di Casale Monferrato dove ha sede la Bonzano Vini, una nuova cantina che ha scelto di valorizzare uno dei patrimoni di questo territorio.
Alla guida dell’Azienda Simonetta Ghia, moglie di Enrico Bonzano, uno dei tre fratelli, assieme a Massimo e Stefano, proprietari della Tenuta e dell’impresa di famiglia.
Il progetto è partito dal desiderio di esaltare al massimo le caratteristiche di questo territorio che può competere con altre aree vitivinicole più famose, e, per realizzarlo, è stato chiamato Donato Lanati, enologo di fama mondiale, che, sin dal 2011, sta seguendo i lavori e la realizzazione dei prodotti della vigna.
È stata fatta una analisi del terreno, della morfologia, del clima e sono stati selezionate le viti migliori, quelle che avrebbero trovato l’ambiente adatto per dare il meglio. Spazio dunque a Barbera, Chardonnay, Pinot Nero e Sauvignon.
La Mandoletta, oggi una tenuta circondata da un corpo unico di 7 ettari di vigneti, incastonata nel paesaggio più tipico del Monferrato Casalese ha, attualmente, una produzione di circa 100 mila bottiglie e, quest’anno, sono stati presentati i primi quattro vini, annata 2017, e altri tre sono in cantina ad affinare:
Gajard Barbera del Monferrato DOC,
il cui nome, in dialetto piemontese significa vigoroso ed esuberante; si tratta di un vino dal colore rubino intenso che emana netti sentori di frutta rossa al naso e in bocca una gradevole freschezza e una notevole intensità.
Barbera in purezza. Ottimo per piatti saporiti e speziati, come arrosti e selvaggina.
Armognan Bianco del Monferrato DOC,
che, in dialetto piemontese, significa albicocca, frutto che richiama la fragranza di questo vino.
Vitigni: Chardonnay e Sauvignon.
Al naso esprime belle note fruttate e in bocca è fresco, con piacevole sapidità.
Hosteria Monferrato Rosso DOC
Vino conviviale, molto interessante per la sua freschezza e la sua gradevolissima bevibilità. Un vino nuovo, adatto sia a uno spuntino che a un pasto, una barbera rielaborata di pronta beva e di fresca leggerezza.
Il nome evoca l’Osteria, che, per tutto il Novecento, non è stato solo un luogo di ritrovo e socializzazione, ma di ospitalità vera.
Vitigni: Pinot Nero, Barbera.
Caratteristiche organolettiche: rosso rubino. Naso floreale ed elegante. Palato armonico. Un rosso dalla splendida bevibilità.
La Meridiana Rosato IGT
Da uve Pinot Nero, questo vino si caratterizza per la buona versatilità gustativa.
Vitigni: Pinot Nero
Rosato tenue, buccia di cipolla. Naso fragrante per i sentori di fiori e di piccoli frutti rossi In bocca denota un buon equilibrio gusto- olfattivo.
Abbinamenti: dall’aperitivo ai secondi di pesce.
Non ancora pronte le tre selezioni:
Metodo Classico Brut Mandoletta;
Bruno Bonzano Barbera del Monferrato Superiore DOCG;
Gènevieve Monferrato Bianco DOC.
Se, certamente, colpiscono i nomi dialettali o che si ispirano a personaggi del territorio, durante la degustazione, colpisce soprattutto l’impatto di profumi e aromi del territorio e tornano in mente le parole di Donato Lanati: “Il territorio è il vero valore del vino, la personalità e la riconoscibilità di un vino che si identifica in una zona ben determinata, ci permettono di non cadere nell’omologazione e il Monferrato in quest’ottica ha tutte le carte in regola per avere successo”.




mercoledì 14 febbraio 2018

VINI & VITIGNI: I BAROLI DELL'AZIENDA SORDO DI CASTIGLIONE FALLETT...

VINI & VITIGNI: I BAROLI DELL'AZIENDA SORDO DI CASTIGLIONE FALLETT...: La storia dell’Azienda Sordo comincia all’inizio del ‘900, al tempo di nonno Giuseppe, quando esisteva solo una cascina classica di Langa, ...

I BAROLI DELL'AZIENDA SORDO DI CASTIGLIONE FALLETTO


La storia dell’Azienda Sordo comincia all’inizio del ‘900, al tempo di nonno Giuseppe, quando esisteva solo una cascina classica di Langa, di poco più di un ettaro e mezzo a Castiglione Falletto. Col figlio Giovanni, frutta e bestiame non bastavano più, c’era la voglia di fare il vino e, da allora, appunto, con grande lungimiranza e capacità di selezione sono state acquistate tante terre in un momento poco favorevole per il Piemonte quando tutti vendevano le terre e Giovanni comprava e produceva le sue prime bottiglie di vino. Dal 2001 la cantina è guidata dal figlio, Giorgio Sordo. In sedici anni di attività la vigna ha oggi una superficie di cinquantatré ettari spalmati nelle aree comunali di Castiglione Falletto, Serralunga d’Alba, Monforte d’Alba, Barolo, Novello, La Morra, Verduno, Grinzane Cavour e Vezza d’Alba e può produrre, quindi, i fantastici 8 Crus di Barolo, vini prodotti ciascuno da un terroir unico e diverso.
Dal punto di vista tecnico l’Azienda Sordo dagli anni novanta si è avvalsa della collaborazione esterna dell’Enologo Armando Cordero, oggi non più tra noi, che ha impostato la produzione verso una alta qualità: separazione delle uve in cantina e scelta di usare solo le botti grandi.
Una serata di degustazione delle otto tipologie di Barolo è stata organizzata ad Onav Milano con una impostazione data alla serata dal Presidente Intini riguardante soprattutto l’analisi del terroir delle diverse zone di produzione e, quindi, la degustazione delle varie tipologie di Barolo.
La storia delle Langhe è, infatti, iniziata 130 milioni di anni fa, quando l’intera zona costituiva il mare Padano. La regione del Barolo puo essere schematicamente divisa in due zone: a sinistra il territorio giovane risalente al Tortoniano, a destra il più vecchio, risalente all’Elveziano. Ci sono anche zone intermedie ma le più antiche in assoluto dal punto di vista geologico risultano essere: Monforte, Serralunga e Castiglione Falletto.
Per la degustazione è stata scelta l’annata 2013, annata complessa con un inverno caldo e asciutto, un freddo marzo con le vigne coperte dalla neve e con un germogliamento indietro di 2 settimane ma con un periodo felice, senza precipitazioni, durante l’ allegagione. Poi, grazie ai mesi soleggiati di settembre ed ottobre si sono raccolte uve con una bella concentrazione di polifenoli e tannini. Quindi, in complesso, un’ ottima annata.
I vini degustati sono 8 Crus, vini con tannini importanti che hanno ancora bisogno di affinamento. E’ possibile, quindi, una panoramica di diversi tipi di Barolo da aree di diversa origine geologica.

Degustazione:

1) Barolo Monvigliero 2013
È un vino prodotto da un piccolo vigneto di Verduno, estremo nord della Langa di Barolo con territorio ricco e asciutto composto da marne chiare, terreno sciolto con sabbie, non molto compatto, risalente al Tortoniano. Ci aspettiamo un vino elegante, verticale privo di tannini forti. Le vigne di 35/40 anni d’età sono esposte a Sud, Sud-Est.
Colore elegantissimo.
Naso: floreale, un fiore secco e appassito molto gradevole, con percezione fruttata e acidica e note di marasca, prugna, leggera speziatura. Chiodo di garofano e sottile balsamicità. Pulito ed elegante, franco.
Bocca: vino morbido ed elegante, quasi pronto da bere, piacevole, tattile. Il gusto è vivo, si arrotonda, e diventa amabile per la sua persistenza e pulizia. Frutto di terreni che producono soprattutto florealità ed eleganza.

2) Barolo Ravera 2013
Da un vigneto a 450 metri s.l.m. ed esposto a Sud, Sud-Est, su terreno sciolto del Tortoniano su strati di marne grigio-bluastre.
Naso: piu secco, con note balsamiche del legno, percezione pepata e mentolata, più aggressivo e verticale del precedente. Alla rotazione dona un impatto potente con florealità meno sottile e note di frutto maturo più accentuate.
Bocca: molto diverso dal precedente, con maggior vigore e potenza. Vino che presenta forza e energia nei tannini da struttura marnosa bluastra. Finale leggermente più amarotico. Meno verticalità ma più struttura.

3) Barolo Gabutti 2013
Gabutti è una delle più prestigiose zone di Serralunga d’Alba, protetta dal vento, su terreno del periodo Lequio, epoca antica e complessa con marne argilloso - calcaree non compattissime e con ottimo microclima. Dovrebbe darci un vino di struttura con energia, potenza ed eleganza.
Naso: forte e spallato, con struttura organolettica energica e potente, floreale tendente al marmellatoso, meno ampio ma molto ricco e intenso; si percepiscono sentori di: terra, pepe nero, humus e energia, grafite, tostatura, caffè, note che virano al tabacco.
Bocca: grande vino, intenso e quasi masticabile, tattile con tannini fini ma percettibili, sapido che si impadronisce di tutto il cavo orale con una gradevole sensazione di liquirizia nera; finale molto lungo con una percezione amarotica di rabarbaro.
Uno dei primi vini prodotti dall’azienda, uno dei vini più premiati.

4) Barolo Parussi 2013
È un vino prodotto da vigneto situato nei pressi della cantina, nel comune di Castiglione Falletto, su terreni di marne chiare con argilla e calcare e buona presenza di sabbia. Terreno Elveziano cioè antico.
Vigna che gode di un’eccellente esposizione, Ovest, Sud-Ovest.
Naso: straordinario, mentolato, con note di frutto rosso, balsamicità, ribes e liquirizia. Molto diverso dai precedenti e molto elegante. Alla rotazione si presenta sottile, verticale, pulito con una bella nota di legno aromatico e grande balsamicità.
Bocca: equilibrato, piacevole, rotondo e garbato, denota una grande armonia tattile e un tannino garbato.
Una bella florealità finale e una bella persistenza, legate all’ armonia di tannini eleganti, lo rendono uno del Baroli migliori.

5) Barolo Rocche di Castiglione 2013
Da Castiglione Falletto, uno dei più importanti crù, in terreno Elveziano, con terreni argillosi con grande ricchezza di ferro.
Naso: Naso importante con energia e sentori di pepe nero, intenso ed orizzontale, con molta liquirizia, frutto macerato, floreale da viola appassita quasi tattile. Note di grafite e terra. Alla rotazione con eleganza si apre nel sentore di tabacco, di intensa macerazione.
Naso intenso, complesso e bellissimo.
Bocca: imponente e ricchissimo in bocca con struttura, eleganza e grande potenzialità. Il tannino affonda e porta con sé un gusto mentolato e persistente. Nel finale il palato rimane pulito e secco.
Grandissimo crù di Castiglion Falletto, il cuore dell’energia dell’Elveziano, periodo di rocce antiche.

6) Barolo Villero 2013
Vigna su suolo argilloso-sabbioso, calcareo, composto da marne grigie, argille brune e sabbie grigie di origine marina, di periodo Elveziano con ricchezza di ferro. Come zona, vicino al vino precedente.
Naso: mentolato, con note floreali e connotazioni balsamiche; bella eleganza e minore struttura del precedente.
Bocca: fresco e tannico, bella liquirizia allo stato puro, intenso, amarotico e molto gradevole. Lunghissima persistenza, cioccolato, caffè e cacao. In bocca più importante che al naso.
Anche questo vino notevole.

7) Barolo Monprivato 2013
Uno dei vigneti top del Barolo su terreni Elveziani, calcarei e di marna bluastra di origine marina.
Zona di antica denominazione che produce da tempo vini di eleganza e struttura, zona di antica storia geologica e di grande esposizione.
Naso: pasticceria gradevole e grande florealità, con frutti rossi e lampone, alla rotazione morbido, elegante, burroso e piacevole, eccellente sentore di mentolato, di
pepe bianco, chiodo di garofano, noce moscata. Eleganza assoluta. Molto diverso dagli altri.
Bocca: rivela un equilibrio assoluto, una tattilità elegante; mostra morbidezza e viscosità, vino eccellente.
Barolo di equilibrio ed armonia, diverso da tutti.
Si tratta del prodotto di un crù straordinario, una delle aree più famose del Barolo con una presenza calcarea che favorisce l’eleganza del vino. Eccellente, il migliore.

8) Barolo Perno 2013
Da terra rossa marnosa in zona più compatta con connotazione argillosa e presenza di roccia, sassi, argilla e sabbia; terra rossa con ferro del periodo Elveziano. Ci aspettiamo un vino forte e strutturato.
Naso: energia, tattilità olfattiva, alla rotazione traccia animale, carne macerata e cuoio, tabacco.
Vino molto maschio, con sentori di prugne nere, pepe nero.
Bocca: liquirizia, polverosità, pepe, tannini potenti e gradevoli. Vino generoso e tattile. Ottima annata.